
Il fegato è un organo del corpo umano che va sempre attenzionato: delicato e portatore di malattie a volte letali. In Europa c’è una vera e propria emergenza sanitaria e ogni anno muoiono almeno 287mila persone a causa del fegato. Cosa fare per la prevenzione? Lo spiega la dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale, nella settimanale rubrica “Salute&Benessere”. Il servizio…
ISABELLA SALVIA
In Europa le malattie epatiche croniche rappresentano una delle principali emergenze sanitarie. Ogni anno almeno 287mila persone muoiono per cause legate al fegato, secondo una serie di studi pubblicati su Lancet Regional Health – Europe.
Le ricerche, coordinate dal Barcelona Institute for Global Health, indicano inoltre che circa una persona su tre nell’Unione Europea e nel Regno Unito convive con la steatosi epatica associata a disfunzione metabolica, il cosiddetto fegato grasso, oggi tra le principali cause di tumore epatico. Tra i fattori di rischio principali emergono alcol, obesità e cattive abitudini alimentari.
L’alcol da solo sarebbe responsabile di circa il 40% dei decessi prematuri legati al fegato, in un contesto europeo che registra i più alti consumi pro capite al mondo e livelli elevati di abuso episodico.
Le malattie epatiche croniche hanno anche un forte impatto sociale ed economico, soprattutto tra gli uomini e nelle fasce più svantaggiate della popolazione, e risultano tra le prime cause di anni di vita lavorativa persi in Europa dopo le malattie cardiache ischemiche.
Gli esperti chiedono un cambio di approccio nelle politiche sanitarie: non solo prevenzione dei singoli fattori di rischio, ma interventi più strutturati su alimentazione, consumo di alcol e stili di vita.
Anche la medicina di base, sottolineano, dovrebbe includere una valutazione più sistematica del rischio epatico, spesso trascurato rispetto ad altri parametri clinici.
Ricordiamo che il fegato svolge fondamentali funzioni metaboliche: produce la bile e supporta la trasformazione degli alimenti assorbiti, in particolare tramite l’emulsione dei grassi e la sintesi del colesterolo e dei trigliceridi.
L’organo ha anche un rilevante ruolo nella gestione e nell’immagazzinamento degli zuccheri nonché nel metabolismo delle proteine e nella riduzione dei loro scarti tossici.
Il fegato è un vero e proprio “filtro” anti-tossine e una postazione fondamentale per l’intero sistema immunitario: le sue cellule possiedono delle caratteristiche utili per la neutralizzazione delle sostanze tossiche e dei residui dei farmaci; smaltisce inoltre i globuli rossi che sono danneggiati ed è sede di cellule specializzate nel riconoscere di agenti patogeni.
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I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.
Edited by, venerdì 12 giugno 2026, ore 18,19.