SALUTE&BENESSERE: I RISCHI DI CENARE TROPPO TARDI

I rischi che si corrono quando si cena a tarda ora. Bisogna leggere con attenzione quanto la dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale, propone ai lettori nella settimanale rubrica “Salute&Benessere”…

Da tempo è nota l’esistenza di uno stretto rapporto tra orario dei pasti, alterazione del ritmo circadiano e rischio obesità che, a sua volta, può portare ad altri problemi di salute come diabete e tumori.

Diversi studi hanno dimostrato che i soggetti che posticipano la cena, per dovere o per scelta, a un orario che dovrebbe essere dedicato al riposo notturno, sviluppano a lungo andare alterazioni metaboliche non indifferenti, a iniziare proprio dal controllo del peso.

L’ultimo studio è quello statunitense pubblicato sulla rivista “Cell Metabolism”. Tale studio ha mostrato che consumare pasti troppo tardi può alterare il tessuto adiposo e può contribuire all’aumento di peso. La ricerca, condotta dagli scienziati Frank AJL Scheer e Nina Vujovi del Brigham and Women’s Hospital, mette in luce gli effetti dell’orario della cena sul metabolismo.

Nel dettaglio hanno esaminato i partecipanti prendendo in considerazione l’orario dei loro pasti nell’arco di tutta la giornata.

Nei risultati, spiegano gli autori, è stato riscontrato un aumentato rischio di obesità e un incremento del grasso corporeo in chi mangiava effettivamente più tardi di altri. Mangiare dopo una certa ora fa aumentare il senso di fame e di conseguenza riduce la possibilità di bruciare le calorie ingerite.

Cenare tardi la sera è un’abitudine tipica dei paesi mediterranei: dall’Italia del Sud alla Spagna, capita spesso di ritrovarsi attorno alla tavola ben oltre le 21.

Recentemente è stato anche pubblicato un altro lavoro sulla rivista scientifica Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism.

Lo studio, condotto da un team di ricercatori della Endocrine Society di Washington, ha acceso i riflettori su come cenare tardi si traduca in un aumento di peso, oltre a valori troppo alti di zucchero nel sangue. Il tutto, purtroppo, indipendentemente dalle calorie ingerite, come a dire che anche controllando alimenti e porzioni, la late dinner resta comunque una scelta poco indicata.

Studiando un gruppo di volontari, gli scienziati hanno infatti calcolato che una cena consumata alle 22 circa invece che alle 18 può influire sulla glicemia e sulla capacità del nostro organismo di bruciare i grassi.

Secondo il team di scienziati di L-Nutra sarebbe consigliato ridurre il consumo di cibi contenenti grassi cattivi, ossia gli acidi grassi saturi, tagliando anche la quota di zuccheri semplici. Il tutto in favore dei grassi buoni, o acidi grassi insaturi, e dei carboidrati complessi, non facendosi quindi mancare cereali integrali, pomodori, broccoli, carote e altri ortaggi di stagione. Per dimagrire e mantenere robusto ed efficiente l’organismo, il consiglio è quello di mangiare nell’arco di 12 ore al giorno, iniziando dopo le 8 di mattina e terminando prima delle 20.

Regola aurea: ricordate di mangiare almeno 3-4 ore prima di andare a letto, così la digestione non risulterà difficoltosa.

La cena ideale? Leggera, ma completa. Peso sotto controllo, sonno sereno e, sul lungo termine, una qualità di vita decisamente migliorata.

All’inizio potrebbe risultare faticoso, specie per chi è da sempre abituata a cenare tardi. Ma i risultati valgono bene lo sforzo.

Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

Isabella Salvia

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.

Edited by, venerdì 28 ottobre 2022, ore 17,40. 

 

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