SALUTE&BENESSERE/ INSULINO-RESISTENZA: MEGLIO LA METFORMINA O UNA CHETOGENICA?

Tra le condizioni che possono essere controllate con il corretto stile di vita rientra anche l’insulino-resistenza, il tutto collegato ad una sana e corretta alimentazione. Come sempre interessante l’argomento che la dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale, propone questa settimana nella rubrica, di grande seguito, “Salute&Benessere”…

Come ricorderete e potete leggere negli articoli presenti sulla nostra rubrica di glpress.it, continuo a ripetere che l’alimentazione è un’arma di prevenzione straordinariamente potente. Inoltre il cibo può trasformarsi in un vero e proprio nemico capace di creare danni a volte irreparabili all’organismo: per gli adulti che vivono nei Paesi industrializzati si parla sempre più spesso di “malattie del benessere”, ovvero di tutte quelle patologie legate in larga misura alla sedentarietà e a un’alimentazione scorretta. Tra queste c’è anche il diabete, che possiamo prevenire proprio con un piano alimentare individuale, piuttosto che assumendo farmaci per tutta la vita!

Tra le condizioni che possono essere controllate con il corretto stile di vita rientra anche l’insulino-resistenza.

La resistenza all’insulina è molto comune. Si stima che il 24% degli adulti di età pari o superiore a 20 anni abbia questa condizione. È interessante notare che molte persone con insulino-resistenza non sanno che ne soffrono fino a quando non avranno il diabete di tipo 2 o un’altra grave malattia cronica. Per questo motivo, è importante eseguire un test ogni tre anni se si hanno 45 anni o più o se si ha una condizione di salute che presenta un rischio maggiore di insulino-resistenza.

Diversi studi recenti confermano che non servono medicinali che a lungo andare possono causarci altri danni, ma con la corretta alimentazione e una moderata attività fisica si riesce benissimo nell’intento.

Tra gli studi ne possiamo citare uno supportato dall’American Diabetes Associatio e dal National Institutes of Health.

Gli obiettivi del presente studio erano triplici. In primo luogo, l’effetto della terapia con metformina sui parametri del glucosio e dell’insulina è stato esaminato per determinare la sua azione nelle donne con PCOS utilizzando un test di tolleranza al glucosio IV (IVGTT). In secondo luogo, sono state valutate le risposte secondarie al trattamento con metformina, compresi i cambiamenti nei livelli di androgeni, le misurazioni antropometriche e l’ovulazione per un periodo di trattamento di 3 mesi utilizzando esami fisici, ultrasuoni seriali, livelli ormonali e assorbimetria a raggi X a doppia energia (DEXA). In terzo luogo, sono stati delineati i fattori che hanno previsto le risposte al trattamento con metformina. Questi risultati forniscono informazioni critiche riguardanti il meccanismo d’azione della metformina, le risposte terapeutiche alla metformina e i sottogruppi di donne con PCOS che hanno maggiori probabilità di beneficiare della terapia con metformina. Questo studio fornisce anche informazioni sulle misurazioni dei risultati che possono essere analizzate negli studi farmacogenetici della terapia con metformina.

Lo studio conclude che, utilizzando un test di tolleranza al glucosio per via endovenosa, che distingue i miglioramenti nell’efficacia del glucosio e nella sensibilità all’insulina, la metformina non migliora la sensibilità all’insulina nelle donne con PCOS ma migliora l’efficacia del glucosio.

E’ emerso, quindi, che la sensibilità all’insulina non è cambiata nonostante la perdita di peso.

Una bellissima dieta che può venire in aiuto dei soggetti insulino-resistenti è la dieta chetogenica

Spesso, per pregiudizi dovuti a mera disinformazione, si attribuiscono degli effetti negativi a questo tipo di stile alimentare ma i recenti studi confermano quanto una chetosi sia migliore di un farmaco come la metformina.

Anche sul sito dell’associazione medici diabetologi è sottolineato come la dieta chetogenica ha dimostrato di ridurre la glicemia e migliorare non solo l’insulino-resistenza ma anche altre condizioni croniche associate a disfunzione metabolica come la steatoepatite, le malattie neurodegenerative e le neoplasie.

Concludo questo articolo ricordandovi come anche la grandissima giornalista Nadia Toffa, nel servizio “Emergenza diabete: ecco come prevenirlo”, ha confermato ulteriormente quanto da me affermato. Questo il link per visionare il servizio:

https://www.iene.mediaset.it/video/toffa-emergenza-diabete-alimentazione-stile-vita-farmaci_95833.shtml.

Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista”  o tramite WhatsApp al 320 6556820.

Isabella Salvia

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.

Edited by, venerdì 18 febbraio 2022, ore 17,54. 

 

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