SALUTE&BENESSERE: LE OMBRE DELLE “PUNTURE PER DIMAGRIRE”. BENEFICI E RISCHI

Le “punture per dimagrire”: benefici e rischi. Questo l’argomento della settimana, a cura della dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale, per la rubrica “Salute&Benessere”. Il servizio…

ISABELLA SALVIA

Negli ultimi anni le cosiddette “punture per dimagrire”, farmaci iniettivi noti come agonisti del recettore GLP-1, sono esplose in popolarità. Inizialmente adottati per trattare il diabete di tipo 2, questi medicinali, tra cui semaglutide e tirzepatide, sono entrati nel linguaggio comune come scorciatoie efficaci per la perdita di peso. Ma, al di là dei risultati a breve termine, crescono le preoccupazioni di medici e ricercatori su quello che avviene dopo la sospensione del trattamento.

Le controindicazioni più note di questi farmaci riguardano disturbi gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea o costipazione, spesso più intensi all’inizio della terapia (e motivo di interruzione in molti pazienti). Tuttavia, studi recenti mettono in evidenza anche un altro aspetto cruciale: il recupero di peso dopo la fine del trattamento.

La perdita di peso durante il trattamento può essere significativa, con molti pazienti che sperimentano diminuzioni anche dell’ordine del 10-20 % del proprio peso corporeo.

Tuttavia, le evidenze scientifiche più aggiornate sottolineano che gran parte di questo peso viene riacquistato una volta che si smette di usare le punture. Una serie di metanalisi di studi clinici randomizzati mostra che:

Dopo la sospensione dei farmaci GLP-1, si osserva un recupero medio del peso perso: ad esempio, partecipanti che avevano perso peso con liraglutide sono ritornati in media +2.2 kg, mentre quelli trattati con semaglutide o tirzepatide hanno recuperato quasi +9.7 kg dopo la sospensione.

Un’altra analisi ha evidenziato che la ripresa del peso è accompagnata da un peggioramento di altri parametri metabolici, come aumento della glicemia, della circonferenza vita e della pressione arteriosa.

Ricerche di ampia portata indicano che la maggior parte delle persone riacquista gran parte del peso perso entro 1-2 anni dopo aver smesso queste terapie, con un ritmo di ritorno al peso iniziale più rapido rispetto alla cessazione di un regime dietetico o di esercizio fisico.

Uno studio presentato di recente ha stimato che i pazienti perdono peso rapidamente durante la terapia, ma riacquistano circa 0,4-0,8 kg al mese una volta che interrompono la terapia, con la proiezione che il peso torni ai livelli di partenza in circa 1,5-2 anni.

Il fenomeno non è casuale: questi farmaci agiscono su segnali di fame e sazietà nel cervello e rallentano lo svuotamento gastrico.

Quando la stimolazione farmacologica viene a mancare, il corpo può reagire con un aumento dell’appetito, riduzione del dispendio energetico e ritorno dei segnali di fame precedenti alla terapia. Questo può portare a un effetto rebound, con rapido ritorno del peso perso.

Gli esperti concordano che:

Trattare l’obesità come una condizione cronica potrebbe richiedere terapie prolungate o permanenti, insieme a cambiamenti duraturi nello stile di vita e supporto nutrizionale continuo.

La sospensione delle punture può essere accompagnata da un ritorno di fame intensa e desideri alimentari, non semplicemente da un ritorno ai vecchi comportamenti.

È fondamentale integrare l’uso di questi farmaci con programmi di educazione alimentare, supporto psicologico e attività fisica per ridurre il rischio di recupero del peso.

Le punture dimagranti rappresentano dunque un’importante arma terapeutica contro l’obesità in ambito clinico e, in alcuni casi, possono migliorare rapidamente parametri metabolicamente rischiosi.

Tuttavia, le evidenze scientifiche più recenti mostrano che la maggior parte delle persone tende a riacquistare gran parte del peso perso una volta che la terapia viene interrotta.

Ne vale dunque la pena di seguire quella che sembra essere diventata una moda? A voi le conclusioni.

Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.

Edited by, venerdì 23 gennaio 2026, ore 18,12. 

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