
Giocoforza la situazione del virus West Nile (non si trasmette da persona a persona) viene seguita con la doverosa attenzione dalla dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale. Per la seconda settimana di fila ci si occupa della vicenda senza dubbio preoccupante ma non allarmante come sostengono gli esperti e, comunque, con i casi e i contagi in aumento. Il servizio…
Sono più che raddoppiati nell’arco di sette giorni, passando da 32 a 89, i casi confermati di virus West Nile notificati all’Istituto superiore di sanità (Iss). L’ultimo bollettino della sorveglianza Iss pubblicato ieri, aggiorna a nove il numero complessivo delle vittime.
La situazione non indica segnali di allarme, sottolineano gli infettivologi e l’Iss, ma l’invito alla popolazione è di adottare tutte le misure di prevenzione per evitare la puntura delle zanzare, portatrici del virus, e contattare il proprio medico in presenza di uno stato febbrile superiore ai 38 gradi.
Tra i casi confermati al 30 luglio, spiega l’Iss, 40 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (2 Piemonte, 1 Lombardia, 3 Veneto, 1 Emilia-Romagna, 23 Lazio, 10 Campania), 2 casi asintomatici identificati in donatori di sangue (1 Veneto, 1 Campania), 46 casi di febbre (1 Lombardia, 5 Veneto, 35 Lazio, 4 Campania, 1 Sardegna) e 1 caso asintomatico (1 Campania). Salgono a 31 le Province con dimostrata circolazione del virus appartenenti a 10 Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia e Sardegna.
Anche oggi (ci riferiamo alla data odierna, 1 agosto 2025 ndr), intanto, si registrano varie segnalazioni dalle regioni: un uomo di 54 anni di Monselice è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Padova, mentre un primo caso di infezione da West Nile è stato accertato in provincia di Lecce. Si tratta di un donatore abituale di sangue, di 46 anni. Sottoposto al test obbligatorio è risultato positivo al virus. La Asl informa che la donazione quindi non è stata fatta e il paziente, che è asintomatico, sta bene ed è tornato a casa. La Regione Lazio ha inoltre comunicato che, nelle ultime ventiquattro ore, 3 persone hanno contratto il virus: una ha sintomi con febbre, mentre 2 hanno riscontrato la sindrome neurologica. Due dei nuovi casi sono stati registrati a Cisterna di Latina e uno a Sabaudia. Si registra anche un primo caso confermato in provincia di Foggia su un cavallo.
La situazione, rassicurano gli esperti, è al momento sotto controllo: “Oggi non siamo in una situazione di allarme per il West Nile – spiega Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di malattie infettive dell’Iss -. Ricordiamo che l’infezione non si trasmette da persona a persona ma solo attraverso le punture di zanzare. Per questo è importante che la popolazione utilizzi tutte le misure di prevenzione, da quelle per evitare la proliferazione delle zanzare a quelle personali per proteggersi dalle punture. Ricordiamo di rivolgersi al proprio medico in caso di febbre superiore a 38° per effettuare la diagnosi”. Tuttavia, i casi di West Nile emersi nelle ultime settimane “potrebbero essere solo la punta dell’iceberg”, avverte la Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva (Simevep) ed i medici stanno promuovendo corsi di formazione per permettere la rapida identificazione delle infezioni.
La Asl di Latina ha organizzato un corso cui hanno partecipato mille operatori sanitari tra personale Asl, medici di Medicina generale e pediatri. E la Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), attraverso la Società Scientifica dei Medici di Medicina Generale (Metis), ha realizzato un’infografica divulgativa che sarà inviata ai medici di famiglia per fornire in maniera semplice e chiara tutte le principali informazioni sulla febbre West Nile.
Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.
ISABELLA SALVIA
I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.
Edited by, venerdì 1 agosto 2025, ore 17,51.