
L’ospedale di Sant’Agata Militello (foto in alto) è una realtà che non funziona gravemente nei modi migliori, e questa situazione pesa pesantemente su oltre 100mila cittadini dei Nebrodi, che rischiano di non avere un’assistenza sanitaria adeguata. Presentato un atto stragiudiziale, ed un piano di rilancio, dalla minoranza consiliare e dall’Assemblea Permanente dell’Ospedale. Il servizio…
TERESA FRUSTERI
L’ospedale di Sant’Agata Militello è una realtà che non funziona gravemente nei modi migliori, e questa situazione pesa pesantemente su oltre 100mila cittadini dei Nebrodi, che rischiano di non avere un’assistenza sanitaria adeguata.
La crisi dell’ospedale di Sant’Agata Militello ha avuto inizio con la chiusura del Punto Nascita, avvenuta il 26 settembre 2019. Da quel momento il presidio ha subito un lento ma costante depotenziamento: riduzione dei reparti, carenza cronica di personale medico e sanitario, disservizi nei servizi essenziali, per non parlare del pronto soccorso, dopo l’incendio che ha colpito il laboratorio analisi il 13 luglio scorso, funziona a mezzo servizio: solo i pazienti in codice rosso vengono accettati, mentre tutti gli altri vengono trasferiti all’ospedale “Barone Romeo” di Patti, a oltre 40 km di distanza.
Una situazione che ha messo in ginocchio l’assistenza sanitaria per migliaia di cittadini dei Nebrodi, lasciati senza un punto di riferimento ospedaliero funzionante e sicuro. Nonostante promesse e convenzioni, come quella con la Fondazione Giglio di Cefalù, i risultati sono stati deludenti e le condizioni dell’ospedale sono peggiorate. In questo contesto di grave emergenza e mentre si discute la nuova rete ospedaliera regionale, nasce l’iniziativa dell’Assemblea Permanente e dei consiglieri comunali di minoranza per rilanciare con forza la richiesta di un vero potenziamento del presidio santagatese. Ed è stata presentata una proposta di rilancio dell’ospedale di via Medici.
L’atto è anche un atto d’accusa verso l’inerzia politica e le scelte gestionali del passato, ritenute responsabili di un progressivo depotenziamento del presidio ospedaliero. A pochi giorni dalla discussione della nuova rete in Commissione Sanità, l’iniziativa vuole essere un forte segnale di mobilitazione civile per chiedere risposte immediate e soluzioni concrete, a partire dalla riapertura del Pronto Soccorso.
«L’Assemblea Permanente per l’Ospedale Sant’Agata e Salute Pubblica dei Nebrodi – si legge nell’atto -, insieme ai consiglieri comunali di minoranze del Comune di Sant’Agata, hanno presentato, in data odierna, un atto stragiudiziale, contenente la proposta di potenziamento e rilancio dell’Ospedale di Sant’Agata Militello, in vista dell’approvazione della nuova rete Ospedaliera, che dovrà sostituire quella del 2019, attualmente all’esame della Commissione Sanità dell’Ars. L’atto è stato trasmesso all’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, al presidente della Commissione Sanità all’Ars Giuseppe Laccoto, a tutti i componenti della Commissione ed al direttore generale dell’Asp di Messina Giuseppe Cuccì, per quanto di rispettiva competenza.
Nell’atto viene evidenziato che la particolare conformazione del territorio, la distribuzione della popolazione ed il progressivo spopolamento delle aree rurali e montane, pone l’Ospedale di Sant’Agata Militello quale unico baluardo per la tutela della salute di 100mila cittadini che, se lo stesso non viene reso pienamente funzionale quale Ospedale di Base con tutti i servizi previsti e con un potenziamento del Pronto Soccorso, finirebbero per essere posti in una condizione di rischio per la loro vita che risulta incompatibile con le garanzie minime imposte dall’art. 32 della Costituzione e di tante altre disposizioni di legge. Inoltre è stato evidenziato nell’atto, che l’atto è stato anche trasmesso alla Procura della Repubblica di Patti, di Messina e di Palermo, per l’esercizio dell’azione penale in caso di configurabilità di ipotesi di reato a carico delle precedenti Governance dell’ASP di Messina e per vigilare sul corretto operato dei soggetti in indirizzo nel procedimento relativo alla nuova rete, nonché nell’attuazione della stessa e rispetto agli obblighi di legge relativi al diritto alla salute costituzionalmente garantito dall’art. 32 della Costituzione. E’ stata stigmatizzata l’inerzia della politica locale, che non ha mai mosso un dito a tutela dell’Ospedale ed evidenziata la preoccupazione che ciò possa essere stato preordinato per lasciare spazio alla sanità privata a pagamento ed a quella della Fondazione Giglio che, nonostante le convenzioni stipulate ed i toni trionfalistici all’inizio della collaborazione, ha solo aggravato le condizioni dell’Ospedale di Sant’Agata. Tenuto conto che mercoledì prossimo la proposta di Rete Ospedaliera sarà trattata in Commissione Sanità, giovedì 7 agosto, alle ore 18,30, sarà tenuta una conferenza stampa per presentare l’atto oggi trasmesso agli organi competenti e lanciare una mobilitazione popolare a tutela dell’ospedale che renderà questa estate più calda del solito se le Istituzioni interessate non sapranno trovare soluzioni adeguate, a cominciare dalla immediata completa riapertura del Pronto Soccorso”.
Edited by, lunedì 4 agosto 2025, ore 11,40.