Santa Domenica Vittoria: Sequestro del depuratore comunale, quattro assoluzioni tra cui l’ex sindaco Patorniti

Quattro imputati, accusati di inquinamento e discarica abusiva e omissione di atti d’ufficio nel contesto del depuratore comunale di Santa Domenica Vittoria, sequestrato il 7 ottobre 2022 (foto in alto) dai carabinieri della locale Stazione e della Compagnia di Patti, sono stati assolti perché il fatto non sussiste: tra di loro anche il sindaco del tempo GIUSEPPE PATORNITI. Il servizio…

Erano imputati, a vario titolo, delle accuse di inquinamento e discarica abusiva e omissione di atti d’ufficio nel contesto del depuratore comunale di Santa Domenica Vittoria ma, al termine del processo al Tribunale di Messina, sono stati assolti perché il fatto non sussiste. Si tratta dell’allora sindaco Giuseppe Patorniti, del responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale Giovanni D’Amico, di Santi Mondello de “La Tecnica” e Antonella Lincoln della “Cosmak”, società avvicendatesi nella gestione dell’impianto tra il 2020 e il 2021. Al termine della requisitoria anche il pm Alice Parialò aveva chiesto l’assoluzione per gli imputati.

E’ finita così la vicenda giudiziaria collegata al depuratore, sequestrato dai carabinieri nell’ottobre 2022, dopo i rilievi dell’Arpa (Agenzia regionale protezione ambientale) e le ispezioni dei carabinieri della Stazione di Santa Domenica Vittoria e della Compagnia di Patti.

Gli accertamenti si erano rivelati necessari per il sospetto di inquinamento del torrente Favoscuro. All’esito dei controlli si ribadì che il depuratore era vetusto, mal gestito da un punto di vista tecnico ed amministrativo ed i valori di determinate sostanze inquinanti sversate nel torrente erano molto oltre la soglia di legge. Da qui le contestazioni: discarica abusiva, inquinamento ambientale e omissione di atti d’ufficio per gli organi politici e tecnici del comune.

In tribunale però queste accuse non hanno retto e hanno prevalso le strategie difensive degli avvocati Natale Venuto che difendeva il sindaco Patorniti, dell’avvocato Antonio Pillera, che difendeva il responsabile dell’Ufficio Tecnico D’Amico, degli avvocati Giovanni e Giuseppe Tortora che assistevano la responsabile della “Cosmak” e l’avvocato Filippo Barbera che difendeva il responsabile de “La Tecnica”. Il collegio difensivo ha sempre sostenuto che il mancato funzionamento del trattamento di depurazione, con conseguente sversamento nel torrente di acque non correttamente trattate, non dipendesse da una cattiva gestione del depuratore ma dall’immissione di reflui industriali provenienti da insediamenti produttivi locali che, per le loro caratteristiche, non potevano essere trattati dall’impianto comunale.

             g.l.

Edited by, venerdì 6 febbraio 2026, ore 10,42. 

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