
“35 miliardi di vecchie lire per un ospedale mai completato. Trasformiamo l’incompiuta di Cuccubello (foto in alto il rudere rimasto) in un Polo Integrato di Emergenza per i Nebrodi». Per questo è stata presentata un’interrogazione urgente al governo regionale dal deputato all’Ars MATTEO SCIOTTO di Sud chiama Nord. Il servizio…
GIUSEPPE LAZZARO
“35 miliardi di vecchie lire per un ospedale mai completato. Trasformiamo l’incompiuta di Cuccubello in un Polo Integrato di Emergenza per i Nebrodi». Per questo è stata presentata un’interrogazione urgente al governo regionale, sottoscritta anche da Cateno De Luca, Giuseppe Lombardo e Andrea Messina, dal deputato all’Ars Matteo Sciotto di Sud chiama Nord. “Dopo oltre trent’anni di abbandono – scrive l’on. Sciotto – servono risposte sullo spreco di risorse pubbliche e un progetto concreto per restituire quest’area alla collettività. Chiediamo una mobilitazione istituzionale di tutti i sindaci dei Nebrodi».

Il deputato all’Ars Matteo Sciotto
“Trent’anni di abbandono, circa 35 miliardi delle vecchie lire investiti e un ospedale mai entrato in funzione. È questa la storia dell’incompiuta di contrada Cuccubello, a Sant’Agata di Militello, una vicenda che rappresenta uno degli esempi più evidenti di spreco di risorse pubbliche nel nostro territorio. È arrivato il momento di fare chiarezza sulle responsabilità e, soprattutto, di individuare una soluzione concreta per restituire alla collettività un’infrastruttura strategica”. Lo dichiara il deputato regionale di Sud chiama Nord Sciotto, che ha presentato un’interrogazione urgente al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e agli assessori regionali alla Salute, all’Economia e alle Infrastrutture, sottoscritta anche dai deputati Cateno De Luca, Giuseppe Lombardo e Andrea Messina.
Al centro dell’iniziativa parlamentare, il destino della struttura ospedaliera incompiuta di contrada Cuccubello, progettata tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta per ospitare circa 300 posti letto e servire un bacino di oltre 100mila abitanti del comprensorio nebroideo. Un’opera mai completata, nonostante l’ingente investimento pubblico, oggi ridotta a uno scheletro di cemento armato, progressivamente deteriorato e invaso dalla vegetazione.
“La situazione è ancora più grave se consideriamo le condizioni dell’attuale ospedale di Sant’Agata di Militello, che continua a registrare pesanti carenze di personale medico, soprattutto nel Pronto Soccorso, e il depotenziamento di reparti fondamentali come Ortopedia, Cardiologia, Chirurgia e Ostetricia. A questo si aggiungono la mancata attivazione della Terapia intensiva, dell’UTIC e della Stroke Unit e l’assenza della risonanza magnetica. Criticità che penalizzano soprattutto i cittadini dei comuni montani, già costretti ad affrontare notevoli difficoltà per raggiungere i presidi sanitari», sottolinea Sciotto. Con l’interrogazione si chiede al governo regionale di chiarire le ragioni che hanno determinato l’interruzione dei lavori, l’ammontare effettivo delle risorse pubbliche impiegate e l’eventuale accertamento di responsabilità amministrative e contabili.
Particolare attenzione viene rivolta anche ai circa 20 milioni di euro previsti nel Programma triennale delle opere pubbliche 2018-2020 dell’Asp di Messina per il recupero della struttura.
”Vogliamo sapere se quelle risorse siano state effettivamente stanziate, perché non siano state utilizzate e quale sia stata la loro successiva destinazione. Dopo oltre trent’anni non è più accettabile che nessuno sappia spiegare come sia stato possibile lasciare un investimento di queste dimensioni completamente improduttivo», evidenzia il parlamentare di Sud chiama Nord. Ma l’iniziativa di Sciotto non si limita alla richiesta di chiarimenti. L’interrogazione propone infatti di valutare la riconversione dell’immobile in un Polo Integrato di Emergenza e Urgenza per l’intero comprensorio dei Nebrodi, capace di concentrare in un’unica area strategica servizi sanitari, una base operativa del 118, Protezione civile, Vigili del Fuoco, Polizia Stradale ed Elisoccorso.
«Oggi a Sant’Agata di Militello assistiamo a una frammentazione dei servizi di emergenza che presenta evidenti criticità logistiche e operative. I Vigili del Fuoco si trovano in una sede lungo la Strada Statale 113, in località Torrecandele, con l’uscita dei mezzi regolata addirittura da un semaforo. La Polizia Stradale, dopo aver perso la propria sede, è ospitata nei locali del Commissariato sul lungomare. Il Centro comunale della Protezione civile è stato collocato negli spogliatoi del campo sportivo “Biagio Fresina” mentre il 118 opera dalla Casa per Anziani di località Gaglio, distante dal centro abitato e dallo svincolo autostradale. Una situazione che impone una riflessione seria sull’organizzazione dei servizi di soccorso e sulla necessità di garantire interventi sempre più tempestivi ed efficienti».
Da qui la proposta di istituire un tavolo tecnico con il coinvolgimento della Regione, del Comune di Sant’Agata di Militello, dei sindaci del comprensorio nebroideo e delle amministrazioni competenti, per verificare la fattibilità tecnica, economica e amministrativa della riconversione e individuare le possibili fonti di finanziamento, valutando anche forme di partenariato pubblico-privato.
«Non possiamo continuare a lasciare che un’opera pubblica di queste dimensioni rimanga abbandonata, né possiamo accettare che si spendano ulteriori risorse per demolire ciò che non è mai stato utilizzato, senza aver prima valutato concretamente ogni possibilità di recupero. La posizione strategica dell’area, anche per la vicinanza all’autostrada, potrebbe rappresentare un’opportunità importante per realizzare un sistema integrato di emergenza a servizio dell’intero territorio». Sciotto rivolge infine un appello al sindaco di Sant’Agata di Militello Bruno Mancuso, a tutti i sindaci e alle istituzioni locali dei Nebrodi. «Su questa vicenda serve un fronte istituzionale comune, al di là di ogni appartenenza politica. Chiedo al sindaco Mancuso e a tutti i colleghi amministratori del comprensorio di condividere una mobilitazione generale per ottenere dal governo regionale impegni seri, certi e immediati. Non si tratta soltanto di recuperare un immobile abbandonato ma di trasformare un simbolo di spreco in un’infrastruttura al servizio della sicurezza, della salute e della qualità della vita di oltre centomila cittadini. I Nebrodi – conclude l’on. Sciotto – non possono continuare ad aspettare».
Edited by, mercoledì 21 ottobre 2026, ore 14,15.