
Il Tribunale del Riesame di Palermo ha annullato l’ordinanza cautelare nei confronti di FRANCESCO WALTER REITANO, 39 anni, di Torrenova, che era stato arrestato lo scorso 20 maggio in una operazione antidroga scattata a Palermo. Il TdR ha accolto la richiesta della difesa, rappresentata dall’avvocato LUIGI VAROTTA, del foro di Palermo. Il servizio sul link Sicilia News…
GIUSEPPE LAZZARO
Il Tribunale del Riesame di Palermo ha annullato l’ordinanza cautelare nei confronti di Francesco Walter Reitano, 39 anni, di Torrenova, che era stato arrestato lo scorso 20 maggio in una operazione antidroga. Il TdR ha accolto la richiesta della difesa, rappresentata dall’avvocato Luigi Varotta, del foro di Palermo e ha disposto l’immediata scarcerazione dell’indagato.
L’OPERAZIONE
Lo scorso 20 maggio la polizia di Palermo aveva svelato l’esistenza di due organizzazioni criminali con base nei quartieri di Villagrazia, Santa Maria di Gesù e Villaggio Santa Rosalia che importavano grosse quantità di droga (in particolare cocaina) attraverso fornitori calabresi e campani. Coinvolta la famiglia di Santa Maria di Gesù, 26 erano stati gli arresti. I canali di approvvigionamento della droga facevano capo a un albanese residente a Roma e a un fornitore calabrese.
C’era Gabriele Pedalino, nipote dello storico uomo d’onore Salvatore Profeta, condannato in via definitiva come esecutore materiale dell’omicidio di Salvatore Sciacchitano, a capo di una delle organizzazioni di narcotrafficanti. Direttamente dal carcere e attraverso cellulari, entrati clandestinamente nell’istituto di pena, avrebbe dato ordini con l’app signal ad Antonino La Mattina, Mario Mirko Brancato, Vincenzo Toscano, Giuseppe Orlando e Giuseppe Foti, che erano liberi, sulla gestione dei traffici, della cassa comune, della rivendita periodica di quantitativi di stupefacente.
L’organizzazione aveva rapporti con un altro clan capeggiato da Giuseppe Bronte, all’epoca già detenuto agli arresti domiciliari. Per cercare di sfuggire alle intercettazioni, Pedalino aveva creato una chat col titolo “i fuorilegge”. Il quartier generale dell’organizzazione è stato individuato in un cortile in via Oreto e in un bar nella stessa zona. Il gruppo godeva dell’appoggio di Cosa nostra e, in particolare, del mandamento di Santa Maria di Gesù. Da una conversazione intercettata il 20 settembre del 2023 “l’attaccante”, appellativo di Guglielmo Rubino (uno degli arrestati), aveva avuto “lo star bene che può fornire tutta Palermo”.
Il Gip del Tribunale di Palermo aveva disposto il carcere per i palermitani Samuele Bologna, 45 anni; Mario Mirko Brancato, 28 anni; Giuseppe Bronte, 32 anni; Giuseppe Campisi 29 anni; Antonino La Mattina, 34 anni; Carmelo La Mattina, 46 anni; Filippo Maniscalco, 33 anni; Vincenzo Mastrosimone, 39 anni; Giuseppe Orlando, 33 anni; Gabriele Pedalino, 30 anni; Guido Riccardi, 41 anni; Lorenzo Scarantino, 32 anni; Alessandro Scelta, 31 anni; Domenico Scelta, 26 anni; Vincenzo Selvaggio, 36 anni; Vincenzo Toscano, 39 anni.
In carcere erano finiti anche Alban Cjapi, 35enne nato in Albania; Gennaro Frontoso, 41enne di Pomigliano d’Arco (Napoli); Gennaro Gargarelli, 46enne di Napoli; Domenico Mercuri, 36enne di Cinquefrondi (Reggio Calabria) e Francesco Walter Reitano, 39enne di Torrenova, come detto adesso scarcerato.
Ai domiciliari erano finiti i palermitani Gianluca Abbate, 24 anni; Francesco D’Amore, 32 anni; Giuseppe Foti, 20 anni; Domenico Quattrocchi, 26 anni e Salvatore Di Dio, 44enne di Salemi (Trapani).
Edited by, venerdì 12 giugno 2026, ore 12,58.