Si è svolta ieri a Tortorici la festa in onore di SAN SEBASTIANO MARTIRE, nel giorno liturgico sul calendario e prima festa patronale in provincia di Messina del 2026 unitamente a quelle, sempre per lo stesso Santo, in programma a Mistretta e Barcellona Pozzo di Gotto ma rinviate per il maltempo con le rispettive processioni. Invece a Tortorici l’allerta meteo e la pioggia non hanno fermato la fede e la grande devozione di “Nudi” e fedeli anche se la processione è stata ridotta. Il servizio attraverso il programma allestito dall’Arciprete SIMONE CAMPANA e dal Comitato con video (in alto) e la foto gallery in fondo…
GIUSEPPE LAZZARO

Il tempo inclemente non ha piegato la tempra dei tortoriciani. Malgrado la pioggia e il vento, San Sebastiano è uscito ed è arrivato al fiume. Un rito che si è rinnovato nel segno della grande fede e della devozione più autentica. Anche quest’anno, così, il 20 gennaio ha visto la comunità di Tortorici riunirsi con profonda devozione per celebrare San Sebastiano Martire, patrono del borgo nebroideo, in una delle ricorrenze religiose più sentite e suggestive della Sicilia.
La festa di San Sebastiano non è un evento isolato: ha radici antiche e si sviluppa nel tempo con un programma ricco di riti, simboli e consuetudini popolari. Le celebrazioni cominciano già nei primi giorni di gennaio, con la tradizionale “Bula”, una suggestiva fiaccolata di giovani con mazzi di disi (piante erbacee) che si conclude con il salto sul fuoco, simbolo di purificazione.
Nei giorni precedenti il 20 si celebra anche la processione dell’alloro e si svolgono riti propiziatori legati all’antica devozione verso il Santo, oltre alla consegna simbolica delle Chiavi della Città da parte del sindaco alla statua del patrono. Così è avvenuto ieri mattina dopo le messe, celebrate nella chiesa di Santa Maria Assunta, alle 8, 9 e 10, con il “Senato” alle 10,30, prima della Santa Messa solenne delle ore 11.
LA PROCESSIONE
Nonostante l’allerta meteo che aveva messo in guardia la popolazione con pioggia e vento persistenti, i fedeli non si sono lasciati intimidire e la grande processione del patrono si è ugualmente svolta con grande partecipazione. La partenza è avvenuta intorno alle 12 dalla chiesa di Santa Maria Assunta, come da tradizione dopo la celebrazione della messa solenne. La statua del Santo è stata portata a spalla dai devoti, i cosiddetti “nudi”, uomini e donne vestiti di bianco, alcuni scalzi in segno di penitenza e devozione profonda. Il corteo ha attraversato le vie del centro storico tra canti e preghiere dei fedeli, che non hanno fatto mancare la loro presenza.
Un momento particolarmente toccante della processione si è svolto presso il fiume Calagni. Questo rito non è un semplice passaggio scenico: per la comunità di Tortorici il legame con i fiumi è storico e profondo. Nel corso dei secoli, le acque dei fiumi locali hanno rappresentato sia una fonte di vita – per l’agricoltura e i bisogni quotidiani – sia una minaccia a causa di alluvioni e diluvi che in passato hanno causato gravi danni. La sosta al Calagni è dunque un gesto simbolico con cui i fedeli invocano protezione da eventi avversi legati all’acqua, affidando la salute del territorio e delle persone alla protezione di San Sebastiano. Molti “nudi” erano scalzi toccando il corso d’acqua.
Dopo il passaggio accanto al fiume, la processione ha proseguito il suo cammino tra la pioggia leggera e il vento, con i fedeli sempre più numerosi. La statua del Santo è infine rientrata nella chiesa di San Nicola intorno alle 14 dove è stata accolta con un’ultima preghiera e dove rimarrà esposta per le celebrazioni dell’Ottava prevista domenica 25 gennaio. Le funzioni si sono concluse con la Santa Messa alle ore 17,30.
La processione di San Sebastiano è stata accompagnata dalla banda dell’Associazione musicale “Carmelo Trusso”. Fino a domenica 25 gennaio San Sebastiano rimane nella chiesa di San Nicolò (Sante Messe ore 10,00 e 17,30 ogni giorno).
La festa di San Sebastiano a Tortorici resta una manifestazione di straordinario valore culturale e spirituale. Nonostante le condizioni meteorologiche avverse, la cittadina oricense ha dimostrato una volta di più che la fede e la tradizione sono più forti del vento e della pioggia. Anche con il cielo grigio, le strade del borgo e il cuore dei suoi abitanti si sono illuminati di devozione e speranza, testimoniando il forte legame tra la comunità e il proprio patrono.
LA FOTO GALLERY: LA PROCESSIONE E LE AUTORITA’ CON IN TESTA IL SINDACO CARMELO RIZZO NERVO








Edited by, mercoledì 21 gennaio 2026, ore 9,10.