Salute&Benessere: L’abuso di antibiotici uccide più degli incidenti stradali! Piccole regole per affrontare la minaccia

Oggi si conclude a Roma, con un convegno presso il Ministero della Salute, l’edizione italiana della “Settimana mondiale sull’uso consapevole degli antibiotici” (18-22 novembre 2019) promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tra i temi all’attenzione degli esperti si sono i batteri e i super-batteri, come minaccia di salute per tutti. Da qui trae lo spunto la dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova, per la sua settimanale puntata della rubrica “Salute&benessere”…

Oggi si conclude a Roma, con un convegno presso il Ministero della Salute, l’edizione italiana della “Settimana mondiale sull’uso consapevole degli antibiotici” (18-22 novembre 2019) promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.). Tra i temi all’attenzione degli esperti si sono i batteri e i super-batteri, come minaccia di salute per tutti. Nel contempo si analizza anche il ruolo dell’informazione e della comunicazione. Proprio in quest’ottica voglio dedicare a quest’importante argomento il nostro appuntamento settimanale. Infatti, l’Italia è prima in Europa per numero di morti legati all’antibiotico-resistenza: dei 33.000 decessi che avvengono nell’Unione Europea per infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici, oltre 10.000 si registrano infatti nel nostro Paese. In pratica il triplo delle vittime della strada che nel 2018 sono state 3334. È il quadro aggiornato fornito dall’Istituto Superiore di Sanità in occasione della Settimana mondiale per l’uso consapevole degli antibiotici.

Secondo l’O.M.S., la resistenza agli antibiotici è una delle principali minacce alla salute pubblica e, se non si troverà un rimedio, da qui al 2050 i super-batteri saranno responsabili di almeno 10 milioni di decessi all’anno nel mondo, più di quelli dovuti al cancro. Lo sviluppo di resistenza da parte dei batteri, nei confronti degli antibiotici, è un normale processo evolutivo, già ipotizzato da Alexander Fleming, lo scopritore della penicillina, nel 1945, durante il suo discorso alla cerimonia del Nobel, che aveva vinto. Normalmente, in una colonia di batteri sensibili a un certo farmaco, ce ne sono alcuni “resistenti”: o perché naturalmente resistenti o perché già “selezionati” in altri contesti. Una vola eliminati quelli sensibili, i resistenti prendono il sopravvento, rendono inefficace l’antibiotico che quindi deve essere cambiato. Il problema è che, poi, questi batteri resistenti rimangono nell’ambiente e si trasmettono ad altre persone. Persone che ai primi sintomi dell’influenza cercano in casa “avanzi” di antibiotici e se li prendono, non sapendo che contro i virus non fanno nulla. Medici che, di fronte a mamme apprensive per la salute dei loro bambini, le “tranquillizzano” con una prescrizione di antibiotici che si trasformano in … ansiolitici (per le mamme). E poi: odontoiatri che suggeriscono antimicrobici anche quando sono di fronte a una semplice carie. Per non parlare di lunghe profilassi in ospedale, prima di un intervento chirurgico. Tutti sono un po’ colpevoli dell’abuso di antibiotici. Il messaggio della campagna dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è «Il futuro degli antibiotici dipende da ognuno di noi» e mira a incoraggiare la responsabilità individuale nell’adozione di buone pratiche tra la popolazione e il personale sanitario per contrastare la resistenza batterica. Dalla loro scoperta, gli antibiotici hanno rappresentato il pilastro della medicina moderna, ma il persistente abuso e l’uso inappropriato favorito la diffusione dell’antibiotico-resistenza. Gli sforzi per contrastare il dilagare dell’antibiotico-resistenza sta in una serie di regole che partono da un suggerimento banale: lavarsi le mani. Questo vale sia per la popolazione generale che per gli operatori sanitari: questa semplice operazione può essere di vitale importanza per ridurre la trasmissione di germi A parte, dunque, la ricerca di nuovi antibiotici, è la prevenzione che deve essere incentivata. La lezione: non abusare degli antibiotici, altrimenti arriverà il germe resistente. Ecco, infine, quattro regole per promuovere un uso corretto degli antibiotici:

1)  Prima di prendere un antibiotico vai dal medico;

2)  Prendi solo la dose prescritta e per il tempo prescritto dal medico;

3)  Chiedi al medico informazioni su come assumere l’antibiotico in relazione ai pasti e se si devono evitare cibi o bevande o se l’antibiotico può interferire con altre medicine

4) Segnala al medico eventuali allergie, problemi al fegato o al rene (perché questi organi servono per “metabolizzare” il farmaco).

Come ricordo settimanalmente in questa rubrica, è importante il dialogo diretto con il professionista sanitario, evitando autodiagnosi o seguire prescrizioni fatte per altri, così come è inutile (se non rischioso), nell’alimentazione, utilizzare piani alimentari individuali predisposti da un nutrizionista per un altro paziente, sulla base delle differenti esigenze personali.

Eventuali quesiti potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

Isabella Salvia

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.

Edited by, venerdì 22 novembre 2019, ore 17,08. 

 

 

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