
Dieci condanne definitive, nove posizioni da valutare. Questo l’esito del verdetto definitivo sancito dalla sentenza della Cassazione che ha posto fine ad una branca dell’operazione “Dinastia”, scattata alla fine di febbraio del 2022 nel barcellonese e confluita nel processo “Alleanza”. La decisione della Suprema Corte è quasi integrale a quella della Corte d’Appello di Messina. Il servizio…
Dieci condanne definitive, nove posizioni da valutare. Questo l’esito del verdetto definitivo sancito dalla sentenza della Cassazione che ha posto fine ad una branca dell’operazione “Dinastia”, scattata alla fine di febbraio del 2022 nel barcellonese e confluita nel processo “Alleanza”. La decisione della Suprema Corte è quasi integrale a quella della Corte d’Appello di Messina.
L’operazione riguardava la riorganizzazione di Cosa nostra barcellonese, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina e dai carabinieri del Ros e della Compagnia di Barcellona che aveva portato complessivamente a 86 arresti.
Si è arrivati in Cassazione a mettere il punto, e ad appena 4 anni e 8 mesi dal blitz, in questo procedimento a carico degli imputati che scelsero di essere giudicati con il rito abbreviato all’udienza preliminare.
LA SENTENZA
Sono definitive le 10 condanne a carico di:
Agostino Milone, Giusy Giardina, Bartolo Costantino, Salvatore Francesco Foti e Jordan Brunini: per questi imputati la Cassazione ha rigettato i ricorsi delle difese. Sono stati dichiarati inammissibili i ricorsi, con relative condanne definitive, anche per Gianluca Campo, Angela Chiofalo, Raoul Antonio Milici, Antonino Falcone ed Enrico Mara.
Per altri nove imputati ci sono delle posizioni da valutare. Nei confronti di Roberto Merlino e Salvatore Gatto è stato dichiarato un reato non procedibile per difetto di querela ed è stata eliminata la pena di 20 giorni a Gatto; gli ermellini quindi hanno annullato senza rinvio la sentenza d’appello per Gatto rideterminando la pena finale a 6 anni e 10 mesi di reclusione; per il resto, a suo carico, ricorso rigettato e irrevocabile la pena per cinque capi d’imputazione.
Annullamento con rinvio per Giovanni Imbesi e Antonino Crea, che quindi subiranno un nuovo processo d’appello per tutta la loro posizione.
Annullata la sentenza per Antonino Mazzeo soltanto in relazione al trattamento sanzionatorio, e questo significa che una nuova Corte d’Appello dovrà valutare l’entità globale della pena, per il resto il ricorso è stato rigettato e, quindi, le responsabilità penali sono acclarate.
Annullamento senza rinvio per Roberto De Luca solo per l’aggravante mafiosa, che viene eliminata definitivamente, per il resto ricorso inammissibile, quindi responsabilità penale definitiva.
Annullamento per Carmelo Vito Foti per due capi d’imputazione e per l’applicazione della recidiva, per questi aspetti quindi deciso un nuovo processo ma per tutto il resto il suo ricorso è stato rigettato ed è stata dichiarata irrevocabile la responsabilità penale e l’imputato è stato riconosciuto definitivamente al vertice dell’organizzazione mafiosa barcellonese.
Annullamento con rinvio per Giacomo Maurizio Sottile ma solo per la omessa valutazione del concetto di “lieve entità”, quindi nuovo processo solo per questo aspetto, per il resto ricorso rigettato; infine annullamento con rinvio per Andrea Alesci solo per un capo d’imputazione, per il resto rigetto del ricorso.
G.L.
Edited by, mercoledì 28 ottobre 2026, ore 10,28.