
Il Comune di Capo d’Orlando non dovrà pagare circa 3 milioni di euro che Bff Bank di Milano aveva chiesto, in forza del fatto che Eni, Edison Energia, Multiecoplast e Gilma le avevano ceduto i loro crediti, sulla base di contratti di fornitura conclusi con Palazzo Europa. Lo ha deciso la sentenza emessa dalla Prima sezione civile della Corte d’Appello di Messina che ha rigettato l’appello proposto da Bff Bank spa, condannata a pagare anche le spese del giudizio a favore del comune di Capo d’Orlando. Il servizio…
Il Comune di Capo d’Orlando non dovrà pagare circa 3 milioni di euro che Bff Bank di Milano spa aveva chiesto, in forza del fatto che Eni spa, Edison Energia spa, Multiecoplast srl e Gilma srl le avevano ceduto i loro crediti, sulla base di contratti di fornitura conclusi con Palazzo Europa. Sono gli effetti della sentenza emessa dalla Prima sezione civile della Corte d’Appello di Messina (presidente Gullino, a latere Sabatini e Salvo) che ha rigettato l’appello proposto da Bff Bank spa, condannata a pagare anche le spese del giudizio a favore del comune di Capo d’Orlando. Bff Bank è stata rappresentata dall’avvocato Monica Fazio (foro di Varese), il Comune paladino dall’avvocato Giuseppe Di Blasi (foro di Patti).
Il Comune di Capo d’Orlando ha proposto opposizione al decreto ingiuntivo del 6 agosto 2019 in forza del quale il Tribunale di Patti gli aveva ingiunto il pagamento di 2.959.000 euro. Ha evidenziato nel merito l’infondatezza della richiesta di pagamento, rilevando l’inesistenza di un credito certo, liquido ed esigibile, visto che nessun contratto in forma scritta era intervenuto tra il comune e le aziende Eni, Edison Energia, Multiecoplast e Gilma, né erano mai pervenuti all’Amministrazione comunale gli atti di cessione del credito preteso da Bff Bank. In avanti che la sola proposta di contratto predisposta da Edison Energia oltre a non essere mai stata ricevuta, non costituiva un contratto di fornitura valido ed efficace.
Instaurato il contraddittorio si è costituita Bff Bank dando atto che, nelle more del giudizio, il comune aveva provveduto al pagamento integrale del debito relativo a Multiecoplast e al pagamento parziale per oltre 644.000 euro del debito con Gilma, riducendo così il credito originario a 1.189.000 euro. Bff Bank ha insistito per la conferma del decreto ingiuntivo. Con sentenza del 18 settembre 2023 il Tribunale di Patti ha accolto l’opposizione del comune, annullando il decreto ingiuntivo. Da qui l’appello proposto da Bff Bank.
Nella sentenza d’appello si ribadisce quanto deciso dal Tribunale di Patti con il verdetto del 18 settembre 2023. Accogliendo l’opposizione del comune, la Corte d’Appello ha evidenziato come la proposta di contratto agli atti non costituisca la prova del rapporto contrattuale con Edison Energia e, dunque, sussista la nullità del contratto di fornitura elettrica. Anche la mancanza dell’impegno di spesa nel caso in oggetto indirizza verso la nullità. Riguardo poi alla circostanza che il comune, in sede di riconoscimento di debito fuori bilancio, abbia destinato una somma al pagamento del corrispettivo dell’opera eseguita, in assenza di un valido contratto a monte, non può configurarsi come una sanatoria per i contratti eventualmente nulli o comunque invalidi. Da qui non assumono rilievo i mandati di pagamento e la delibera autorizzatoria del pagamento parziale in favore della Gilma, somme che potranno essere recuperate.
In conclusione la Prima sezione civile della Corte di Appello di Messina ha rigettato l’appello di Bff Bank, confermando la sentenza emessa dal Tribunale di Patti, condannandola altresì al pagamento delle spese di giudizio in favore del Comune di Capo d’Orlando.
g.l.
Edited by, sabato 8 novembre 2025, ore 11,22.