Capo d’Orlando: Caso-Sindoni, emergono nuovi dettagli

Emergono nuovi dettagli e complessi intorno alla vicenda giudiziaria che, da ieri, vede agli arresti domiciliari l’imprenditore di Capo d’Orlando ENZO SINDONI. In particolare la tempistica ma anche la chiusura delle indagini con l’udienza-Gup già fissata al 18 gennaio 2024. Indagate, a piede libero, tre altre persone. Il servizio (foto in alto l’avvocato CARMELO OCCHIUTO che difende Sindoni)…

Una storia che diventa sempre più complessa è quella che emerge dopo l’operazione dei militari della guardia di finanza di Capo d’Orlando di ieri mattina che ha portato agli arresti domiciliari l’imprenditore Enzo Sindoni. La vicenda, intricata e ancora avvolta da numerosi interrogativi, offre nuovi particolari che alimentano il dibattito sulle accuse. L’operazione ha visto non solo la notifica degli arresti domiciliari a Sindoni ma anche la perquisizione del suo domicilio di via Veneto senza tuttavia portare alla luce prove o elementi sottoposti a sequestro. Dopo le formalità di rito, espletate presso il Commissariato di polizia di Capo d’Orlando, l’ex sindaco è tornato nella sua abitazione.

Uno dei punti chiave di questa vicenda è rappresentato dalla circostanza che Sindoni sia indicato nel comunicato stampa della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Messina, diffuso ieri mattina, come l’unico responsabile delle contestazioni. Tuttavia ciò sembra entrare in conflitto con il provvedimento emanato dal Tribunale di Patti. Allo stesso modo la contestazione di una presunta malversazione di 200.000 euro sembra essere messa in discussione poiché si sostiene che tale cifra derivi da un normale prestito bancario anziché da un finanziamento statale.

Un aspetto che ha sollevato ulteriori interrogativi è la contestazione di aver indicato in bilanci un credito inesistente superiore a 2 milioni di euro. Questa accusa sembra essere smentita da una sentenza della Cassazione del 2019 che ha dichiarato il credito legittimo e riconosciuto. Questo dettaglio aggiunge ulteriori complessità alla vicenda anche in relazione alla solidità delle prove presentate.

Infine, emerge una questione temporale che lascia quale dubbio. Il provvedimento cautelare è stato eseguito a 15 mesi dalla richiesta, effettuata quando l’indagine era ancora in corso: la Procura chiese l’arresto di Sindoni ma fu negato dal Gip del Tribunale di Patti Andrea La Spada, successivamente la Procura presentò ricorso al Tribunale del Riesame di Messina che accolse la richiesta e ci fu l’opposizione della difesa in Cassazione che ha rigettato l’opposizione dell’avvocato Carmelo Occhiuto che difende Sindoni. In ogni caso l’indagine è ormai conclusa e l’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 18 gennaio 2024 davanti al Gup del Tribunale di Patti. Nel procedimento sono indagate altre tre persone, tutte a piede libero.

             Giuseppe Lazzaro

Edited by, sabato 30 dicembre 2023, ore 11,34. 

 

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