Floresta: Cade l’accusa di peculato al Comune. Assolti l’ex sindaco Marzullo+4

A distanza di 11 anni dai fatti contestati è finita con la piena assoluzione di tutti e cinque gli imputati, davanti al collegio giudicante del Tribunale di Patti, la vicenda giudiziaria che aveva visto coinvolto l’allora sindaco di Floresta NELLO MARZULLO (foto in alto), dipendenti comunali e l’imprenditore CARMELO MARZULLO, fratello dell’ex primo cittadino. L’accusa principale era peculato in concorso…

Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud

A distanza di 11 anni dai fatti contestati è finita con la piena assoluzione di tutti e cinque gli imputati, davanti al collegio giudicante del Tribunale di Patti, la vicenda giudiziaria che aveva coinvolto l’allora sindaco di Floresta Sebastiano Marzullo, detto Nello (oggi capogruppo della minoranza), dipendenti comunali e un imprenditore: Francesco Spitaleri, residente a Giardini Naxos, Salvatore Stroscio, l’imprenditore Carmelo Marzullo (fratello dell’ex sindaco) e Maria Pedalina. Al termine della requisitoria anche il pm Alice Parialò ha chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati che sono stati difesi dagli avvocati Alessandro Pruiti Ciarello, Maurizio Radici, del foro di Patti e Aurora Notarianni, del foro di Messina. L’accusa principale era quella di peculato in concorso con episodi diversificati come si legge nella richiesta di rinvio a giudizio risalente al 2014. Al centro della vicenda l’uso di alcuni buoni benzina (n. 23 da 80 euro del luglio 2009, due per complessivi 121 euro del 24 luglio 2009, uno il n. 22, del 2 dicembre 2011) con richiesta del sindaco Marzullo e firma di Spitaleri, allora responsabile dell’Area Tecnica, per le relative delibere. I buoni servivano per rifornire una Fiat Panda, una Lancia Musa e un furgone Fiat Doblò, tutti non intestati e non in uso al comune di Floresta. E ancora Sebastiano Marzullo era stato accusato di avere chiesto a Spitaleri e ottenuto la firma della delibera (n. 8 del 27 gennaio 2012) per la disponibilità di un buono benzina (n. 24) di 50 euro, il 17 dicembre 2011, per il rifornimento di un furgone Fiat Ducato intestato alla “Marzullo srl”, di proprietà dell’imprenditore caseario Carmelo, fratello dell’allora sindaco. Altri buoni benzina contestati che accusavano il primo cittadino di averli ceduti, essendo nella sua disponibilità quale sindaco, a Salvatore Stroscio che prelevava carburante, per uso proprio, in taniche di benzina presso il distributore Esso gestito da Sebastiano Gurgone: in Floresta sino al dicembre 2011. E ancora l’accusa di violenza privata, sotto forma di disciplina, era stata contestata al solo sindaco del tempo per avere minacciato di adottare provvedimenti pregiudizievoli costringendo l’impiegata comunale Maria Pedalina a commettere più reati di falso nel registro di protocollo generale del comune: il tutto sino al 15 settembre 2011. E da qui ecco l’accusa di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici con cui la Pedalina avrebbe appuntato le suddette falsità, su incarico del sindaco, da responsabile dell’ufficio protocollo, per un totale di 17 atti nel 2009, dieci nel 2010 e tre nel 2011: in Floresta sino al 15 settembre 2011. Il Comune di Floresta risultava parte offesa, la stessa Maria Pedalina, oltre che imputata, era parte civile costituita con l’assistenza dell’avvocato Giuseppe Linguaglossa, del foro di Messina. La prima informativa risale al 16 settembre 2011 da parte dei carabinieri della Stazione di Santa Domenica Vittoria, le indagini furono poi svolte dai militari della Stazione di Floresta.

Edited by, venerdì 17 giugno 2022, ore 9,02. 

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