Floresta: I fratelli Pagliazzo assolti dall’accusa di rapina

  

Il collegio giudicante del Tribunale di Patti ha assolto i fratelli GIUSEPPE (foto in alto a sx) e NUNZIO PAGLIAZZO (foto in alto a dx), di Floresta, a fronte di una richiesta di condanna del pm ALESSANDRO LIA a 8 anni di reclusione. I due, difesi dagli avvocati ALESSANDRO PRUITI CIARELLO e FILIPPO CUSMANO, erano stati arrestati lo scorso anno per rapina pluriaggravata in concorso nei confronti di un anziano…

Di Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud (edizione di sabato 15 maggio 2021)

Assolti per non avere commesso il fatto. A fronte di una pesante richiesta di condanna avanzata dal pm Alessandro Lia al termine della requisitoria, 8 anni di reclusione per entrambi, il collegio giudicante del Tribunale di Patti (presidente Ugo Scavuzzo, a latere Eleonora Vona e Giovanna Ceccon), ha assolto i fratelli Giuseppe e Nunzio Pagliazzo, rispettivamente di 66 e 52 anni, di Floresta, accusati di rapina pluriaggravata in concorso (il maggiore è un pensionato da sottufficiale della guardia di finanza). Accolte in pieno le argomentazioni della difesa nell’arringa conclusiva presentate dagli avvocati Alessandro Pruiti Ciarello e Filippo Cusmano. Nel contempo – come si legge nella sentenza le cui motivazioni saranno depositate entro novanta giorni – il Tribunale ha dichiarato l’inefficacia della misura cautelare per i due imputati. I fratelli Pagliazzo furono arrestati dai carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Patti e della Stazione di Floresta il 30 giugno dello scorso anno e, dopo poco più di due mesi trascorsi in carcere, il 4 settembre avevano ottenuto gli arresti domiciliari e poi sottoposti ad obbligo. Secondo l’accusa, nella notte fra il 4 e il 5 febbraio 2020, i Pagliazzo avevano rapinato in casa, dopo essersi introdotti all’interno, un loro lontano parente di 93 anni, di Floresta, che viveva da solo da circa un anno dopo essere rimasto vedovo. Mentre veniva tenuto fermo sotto le coperte un terzo soggetto, allo stato non ancora identificato, iniziava a rovistare la casa. Qualche debole tentativo di divincolarsi da parte dell’anziano venne subito neutralizzato da una stretta ancora più forte, accompagnata da minacce di morte, in particolare di bruciarlo vivo, se non avesse rivelato dove si trovavano i valori. Infine, dopo aver messo a soqquadro tutta la casa, i malviventi fuggirono con un magro bottino consistente in un paio di orecchini d’oro appartenuti alla defunta moglie della vittima e 400 euro in denaro contante presi dal portafoglio. L’anziano, poche ore dopo, rivelò tutto l’accaduto alla moglie del nipote che lo andava ad accudire. Allertati i carabinieri, il pensionato ricostruì tutta la vicenda avendo riconosciuto in volto i due fratelli Pagliazzo attraverso la ricognizione fotografica. Gli accertamenti svolti dai carabinieri, acquisendo e visionando i fotogrammi di alcuni filmati di impianti di videosorveglianza, verificarono la presenza del Pagliazzo Giuseppe nel centro abitato di Floresta in un arco orario antecedente la rapina. Ma adesso, di fronte alla sentenza di primo grado, tutto il teorema accusatorio è stato smontato.

Edited by, sabato 15 maggio 2021, ore 13,47. 

 

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