La Cassazione annulla la condanna per peculato al prof. Sabatino Carianni

La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio, la sentenza di condanna, emessa dalla Corte d’Appello di Messina il 20 dicembre 2019 a 4 anni di reclusione per peculato, nei confronti del prof. SABATINO CARIANNI (foto in alto), già primario e direttore del reparto di Ortopedia e Traumatologia agli ospedali di Sant’Agata Militello e “Barone Romeo” Patti. Per una operazione scattata oltre dieci anni fa era rimasta in piedi l’accusa di peculato ma la condanna è stata annullata e scatterà anche la prescrizione…

Giuseppe Lazzaro

La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio, la sentenza di condanna, emessa dalla Corte d’Appello di Messina il 20 dicembre 2019 a 4 anni di reclusione per peculato, nei confronti del prof. Sabatino Carianni, nato a Gioiosa Marea nel 1946, ultima residenza a Naso, attualmente in servizio alla clinica privata Carmona di Messina e, nel corso della sua ultra quarantennale e lungimirante carriera (gli è stata anche attribuita la cittadinanza onoraria a Sant’Agata Militello), per tanti anni primario e direttore del reparto di Ortopedia e Traumatologia agli ospedali di Sant’Agata Militello e “Barone Romeo” Patti. La Suprema Corte – come si legge nel dispositivo – ha rinviato gli atti alla Corte d’Appello di Reggio Calabria per un nuovo giudizio ma, essendo trascorsi oltre dieci anni dai fatti, il reato contestato andrà in prescrizione. Come nei due precedenti gradi di giudizio, il prof. Carianni a Roma è stato difeso dall’avvocato Rosalba Di Gregorio, del foro di Palermo.

Il prof. Carianni sorridente dopo la positiva decisione con la figlia, professoressa Maria Cristina

Il 20 dicembre 2019 la prima sezione della Corte d’Appello di Messina aveva riqualificato da truffa in peculato un solo capo di imputazione a 4 anni. L’operazione, che coinvolse il prof. Carianni, imprenditori e altre persone, scattò il 21 gennaio 2011 e venne illustrata in una conferenza stampa dall’allora Procuratore di Patti Rosa Raffa. Nel processo di primo grado, davanti al collegio giudicante del Tribunale di Patti, c’erano coinvolte altre sette persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata all’illecita aggiudicazione di forniture sanitarie di materiale ortopedico, corruzione, falso, peculato e truffa. In quella occasione, per il prof. Carianni, si decise il non luogo a procedere. Poco prima di Natale del 2019, però, la prima sezione della Corte d’Appello di Messina (presidente Alfredo Sicuro), aveva assolto il prof. Carianni dal reato associativo mentre, secondo i giudici d’appello, doveva rispondere solo di peculato per le visite professionali che effettuava, non versando una parte del corrispettivo all’Asp – secondo l’accusa -, ente che il noto medico avrebbe dovuto risarcire anche in sede civile. Adesso l’annullamento della condanna in Cassazione.

Tra assoluzioni del primo grado confermate e prescrizioni, in appello, un anno e mezzo fa, uscirono dal processo tutti gli altri imputati. Ovvero Stefano Privitera e Fabio Moschetti, di Trecastagni, titolari delle imprese catanesi che fornivano il materiale sanitario, Giuseppe e Antonella Librizzi, padre e figlia di Sant’Agata Militello, il primo anche autista del prof. Carianni ma formalmente assunto da una delle due aziende etnee, Ignazio Maiorca, funzionario dell’Agenzia delle Entrate, la sorella del primario, Giuseppina Carianni e Giuseppe Napoli.

Edited by, venerdì 18 giugno 2021, ore 9,32. 

 

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