
La guardia di finanza di Messina ha sequestrato oltre 810.000 euro ai due amministratori di una società cooperativa nell’ambito di un’indagine sull’illecita percezione di bonus edilizi ed eco bonus. I reati contestati sono indebita percezione di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio. Il servizio…
GIUSEPPE LAZZARO
La guardia di finanza di Messina ha sequestrato oltre 810.000 euro ai due amministratori di una società cooperativa nell’ambito di un’indagine sull’illecita percezione di bonus edilizi ed eco bonus. I reati contestati sono indebita percezione di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio.
Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dai finanzieri di Milazzo, sono partite da sospette movimentazioni di soldi, consistenti in giroconti bancari disposti dagli indagati verso rapporti di conto corrente intestati a una società cooperativa sociale a loro riconducibile operante nel settore dell’assistenza per anziani e disabili.
Come è stato accertato, i flussi finanziari provenivano, a loro volta, da un istituto bancario che aveva monetizzato, a favore degli indagati, i crediti delle agevolazioni fiscali riconducibili ai cosiddetti ecobonus, sismabonus e bonus facciate, ceduti tramite la piattaforma denominata “cessione crediti” dell’Agenzia delle entrate.
I due indagati, a fronte delle dichiarazioni rilasciate all’Agenzia delle entrate per confermare i requisiti obbligatori per accedere al beneficio fiscale, non avevano mai appaltato i lavori di efficientamento a ditte edili, né ricevuto fatture corrispondenti agli importi auto-certificati.
Inoltre, uno degli indagati ha comunicato dati catastali completamente inesistenti mentre l’altro non è mai stato proprietario dell’immobile indicato e non ha avanzato comunicazione di inizio lavori agli uffici comunali. E’ emerso ancora come, nel periodo di monetizzazione dei crediti inesistenti, uno dei due indagati percepiva il reddito di cittadinanza.
Edited by, venerdì 27 marzo 2026, ore 10,09.