
La Dia (Direzione investigativa antimafia) di Messina ha posto agli arresti domiciliari due fratelli, NICOLA e DOMENICO PELLEGRINO e ha disposto la sospensione dall’esercizio dell’attività per un anno a un imprenditore edile. I tre sono accusati di trasferimento fraudolento di valori aggravato dalla finalità mafiosa. Durante l’operazione è stata sequestrata un’impresa edile in provincia di Messina e una macchina intestata al parente di uno degli indagati. In tutto emessi 21 avvisi di garanzia. Il servizio…
La Dia di Messina ha posto agli arresti domiciliari due fratelli, Nicola e Domenico Pellegrino e ha disposto la sospensione dall’esercizio dell’attività per un anno a un imprenditore edile. I tre sono accusati di trasferimento fraudolento di valori aggravato dalla finalità mafiosa. Durante l’operazione è stata sequestrata un’impresa edile in provincia di Messina e una macchina intestata al parente di uno degli indagati.
I sigilli sono scattati anche per tre aree usate per lo sversamento illecito di materiali di risulta derivanti da attività edilizie, realizzato nel tempo dai due fratelli, ai quali sono stati contestati anche il traffico illecito di rifiuti e la gestione di rifiuti non autorizzata, reati ambientali per i quali sono stati notificati altri 19 avvisi di garanzia.
Le indagini hanno fatto emergere l’intestazione fittizia all’imprenditore edile sia di due autocarri, in realtà acquistati dai fratelli arrestati e da loro impiegati per movimento terra, trasporto e smaltimento rifiuti, sia dell’impresa, usata come schermo per nascondere una propria attività nello stesso settore. In particolare, è stato documentato il coinvolgimento dei due fratelli in quattro appalti pubblici, riguardanti i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza di tre edifici pubblici, due scuole e uno attinente ai lavori per la riduzione del rischio alluvioni su alcuni torrenti di Messina.
E’ venuto alla luce che i due fratelli, dietro il paravento imprenditoriale, hanno anche eseguito diversi servizi di gestione dei materiali di risulta provenienti da edilizia privata. Parallelamente sono emersi gravi reati ambientali: i due avrebbero illecitamente gestito una rilevante quantità di rifiuti speciali, costituiti da materiali di demolizione edili, provvedendo a tutte le fasi della filiera, dal ritiro fino al trasporto e allo smaltimento.
I due fratelli avevano individuato alcune aree dove sversare i rifiuti speciali realizzando delle vere e proprie discariche abusive. Il luogo prevalentemente usato per smaltire i rifiuti derivanti dai lavori di demolizione eseguiti nei vari cantieri della città, era la foce di un torrente cittadino che ha creato un concreto rischio sul piano idrogeologico, essendo stati effettuati numerosi sversamenti anche poco prima o poco dopo gravi esondazioni. Nei primi mesi del 2025, la Dia ha filmato uno dei due fratelli mentre sversava rifiuti da un camion sull’argine del torrente a pochi metri dallo sbocco in mare. Altro luogo di sversamento era un terreno, adiacente al torrente, di proprietà di società le cui quote di maggioranza sono state confiscate a uno dei fratelli. Le indagini hanno ricostruito oltre 50 trasporti e sversamenti di rifiuti nelle zone limitrofe al corso d’acqua. Scaricati anche rifiuti provenienti da lavori nei cimiteri di Messina e Granatari in un terreno privato.
g.l.
Edited by, giovedì 14 maggio 2026, ore 12,42.