
Erano stati accusati di estorsione e tentata estorsione ai danni di una giovane donna, per fatti accaduti a Mirto nel 2015, ma all’esito del processo sono stati scagionati da ogni accusa GAETANO LO PRESTI, SILVIA PIRROTTI e MAURIZIO CACCIATORE, difesi dagli avvocati PABLO MAGISTRO e NUNZIATINA ARMELI (entrambi foto in alto). Lo ha deciso il giudice monocratico del Tribunale di Patti GIOVANNA CECCON. Il servizio…
Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud
Erano stati accusati di estorsione e tentata estorsione ai danni di una giovane donna, per fatti accaduti a Mirto, ma all’esito del processo sono stati scagionati da ogni accusa. Così ha deciso il giudice monocratico del Tribunale di Patti Giovanna Ceccon che ha assolto con formula piena due uomini e una donna, Gaetano Lo Presti, Silvia Pirrotti e Maurizio Cacciatore, accusati di avere estorto del denaro ad una loro compaesana. I fatti si erano verificati a Mirto tra ottobre e novembre del 2015. Secondo l’accusa i tre avevano costretto una donna a consegnare in totale 450 euro con la minaccia che, se non avesse consegnato la somma, le avrebbero spaccato casa, fatto del male a lei e agli anziani genitori e impedito di uscire da Mirto. Inoltre, le avrebbero usato violenza suonando ripetutamente e insistentemente il campanello di casa. Un ulteriore episodio si era verificato il 31 luglio 2016: i tre avrebbero inseguito la donna per il paese, si sarebbero appostati sotto l’abitazione e l’avrebbero minacciata dicendole che, se non avesse adempiuto alle loro richieste, avrebbero bruciato casa, l’auto del marito e non gliel’avrebbero fatta passare liscia. Ma la vittima anziché consegnare il denaro preteso, aveva questa volta denunciato i fatti ai carabinieri della Stazione di Mirto. Adesso, dopo dieci anni, i tre imputati sono stati assolti per insussistenza del fatto poiché nessuna delle presunte minacce denunciate dalla persona offesa ha trovato riscontro nel dibattimento. Al contrario è emerso che gli imputati avevano eseguito lavori edili per la persona offesa e non erano stati correttamente retribuiti. I legali degli imputati, gli avvocati Nunziatina Armeli e Pablo Magistro, attraverso l’escussione di numerosi testimoni, sono riusciti a dimostrare l’innocenza dei loro assistiti e da qui la loro richiesta di assoluzione, formulata al termine della sua requisitoria anche dal pm onorario Annamaria Mastrantonio.
Edited by, venerdì 6 giugno 2025, ore 9,08.