
A distanza di poco più di due settimane dall’operazione, condotta dai carabinieri del Reparto agroalimentare, il Tribunale del Riesame di Enna ha annullato i sequestri, per 1,5 milioni di euro, ai danni di nove allevatori, di Troina e dei Nebrodi, accusati di truffa all’Agea. Il servizio…
Avrebbero percepito indebitamente contributi legati alla politica agricola comune. I nove allevatori della zona di Troina i cui pascoli ricadono nell’azienda silvo pastorale erano accusati di non avere mai portato ai pascoli le mandrie ma il Tribunale del Riesame di Enna ha annullato i decreti di sequestro emessi dal Gip, che erano stati richiesti dalla Procura europea, disponendo l’immediato svincolo dei beni per un 1,5 milioni di euro. Al centro dell’inchiesta le indagini dei carabinieri del Reparto agroalimentare.
Gli indagati sono accusati di non avere i Codici pascolo e, dunque, di non avere mai fatto pascolare le mandrie in quei terreni in concessione. Il collegio di difesa con gli avvocati Ones Benintende, Caterina Galati Rando, Eliana Maccarrone, Elvira Gravagna, Angela Scinardo, Mario Cosentino, Massimo Cavaleri, Davide Saraniti, Giuseppe Terrana e Carmelo Scillia, ha contestato l’insussistenza dei Codici di pascoli che, secondo l’accusa, avrebbero significato che quelle mandrie non erano mai state ai pascoli.
Lo scorso 17 marzo il Reparto Carabinieri per la Tutela Agroalimentare di Messina aveva eseguito un decreto emesso dal Gip del Tribunale di Enna, su richiesta della Procura Europea – Ufficio dei Procuratori Europei delegati per la Sicilia con sede in Palermo – che, nell’ambito di specifica attività investigativa convenzionalmente definita “Grazing Code 2”, dispose il sequestro preventivo nelle province di Enna e Messina di denaro e disponibilità finanziarie, anche per equivalente, di altri beni o utilità di proprietà dei dieci indagati e di 782 titoli di pagamento (cosiddetti “diritti all’aiuto”), per un totale di 1.404.913,06 euro, che costituisce illecito profitto di reato commesso da dieci imprenditori agricoli operanti nella provincia di Messina.
Le investigazioni, svolte dal Reparto Specializzato dell’Arma, alle dipendenze funzionali del Ministro dell’Agricoltura, da sempre impegnato nella tutela dei consumatori e nella salvaguardia delle corrette dinamiche economico-finanziarie del settore agricolo, hanno consentito di disvelare una complessa e articolata truffa aggravata finalizzata all’illecito conseguimento di ingenti contributi pubblici destinati al comparto primario ed erogati dall’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura). Secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi gli allevatori, finiti sotto inchiesta, avrebbero dichiarato, nell’ambito delle domande di pagamento relative alla PAC, di aver effettuato attività di “Pascolamento” su superfici agricole esterne al proprio compendio aziendale (sostenendo dunque di aver movimentato il bestiame verso tali aree), omettendo di attivare il “Codice pascolo”, requisito indispensabile all’espletamento delle attività sui terreni.
Tale omissione avrebbe consentito di eludere i controlli veterinari finalizzati a verificare l’effettiva movimentazione del bestiame. La condotta illecita, infatti, si sarebbe concretizzata attraverso il ricorso ad autodichiarazioni-attestazioni utilizzate dagli indagati per dimostrare il presunto “Pascolamento” in assenza della prevista attivazione dei “Codici pascolo”, così precludendo scientemente ogni controllo da parte dei veterinari dell’Asl sulla presenza degli animali nei terreni. Infatti, qualora, invece, fossero stati attivati i “Codice pascolo”, sarebbe scattato l’obbligo di controllo sanitario da parte dei veterinari che, messi a conoscenza della movimentazione degli animali sulle aree, sarebbero dovuti intervenire e lì verificare la presenza dell’allevamento. Tutto ciò finiva per essere una espressa violazione della normativa in materia (sia europea che nazionale) che subordina il pagamento dei contributi al previsto requisito temporale del “pascolamento” e precisa che questo si può dimostrare ufficialmente solo attraverso la movimentazione degli animali allevati indicati in BDN (Banca Dati VETINFO) mediante il possesso del “Codice Pascolo”.
g.l.
Edited by, martedì 7 aprile 2026, ore 17,10.