Op. “Dinamite”: Condannato a 5 anni, dal carcere ai domiciliari il pirainese Mastrolembo Barnà

Il Gip del Tribunale di Messina CLAUDIA MISALE, accogliendo l’istanza di attenuazione della misura cautelare presentata dal legale di fiducia, avvocato SALVATORE CIPRIANO (foto in alto), ha disposto gli arresti domiciliari per ANTONINO MASTROLEMBO BARNA’, residente a Piraino, appena condannato a 5 anni di reclusione+24.000 euro di multa nell’ambito del processo scaturito dall’operazione antidroga “Dinamite”, scattata a Messina lo scorso anno. Il servizio…

Il Gip del Tribunale di Messina Claudia Misale, accogliendo l’istanza di attenuazione della misura cautelare presentata dal legale di fiducia, avvocato Salvatore Cipriano, ha disposto gli arresti domiciliari per Antonino Mastrolembo Barnà, residente a Piraino.

L’uomo è rimasto coinvolto nell’ambito della maxi-inchiesta antidroga denominata “Dinamite”. Il provvedimento del Gip arriva a pochi giorni dalla sentenza di primo grado emessa con il rito abbreviato, che ha visto 52 condanne nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina. Per il primo grado il Mastrolembo Barnà è stato condannato a 5 anni di reclusione e al pagamento di 24.000 euro di multa.

L’operazione, scattata nel giugno dello scorso anno, ha smantellato una fitta rete di narcotraffico che, secondo gli inquirenti, operava senza sosta nei quartieri popolari del capoluogo peloritano e in diversi comuni della provincia, con base principale a Giostra. Cocaina, hashish, spice e altri allucinogeni pesanti venivano smerciati attraverso una struttura organizzata in modo quasi aziendale, con forniture dirette dai clan calabresi e contatti con sodalizi criminali attivi in Campania, Lombardia e persino all’estero. Le indagini, iniziate nel 2021, hanno permesso di individuare più organizzazioni collegate, con un volume d’affari che – secondo le stime – superava i 500.000 euro mensili. Nel contesto di questa complessa vicenda giudiziaria, la posizione di Mastrolembo Barnà viene ora rivalutata, con il Gip che, aderendo alle argomentazioni difensive, ha ritenuto sussistenti le condizioni per l’attenuazione della misura detentiva. La difesa presenterà appello avverso la sentenza di primo grado.

             Giuseppe Lazzaro

Edited by, venerdì 18 luglio 2025, ore 14,27.

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