SALUTE&BENESSERE: LA CIPOLLA NEUTRALIZZA I MICROBI E PER L’IPERTENSIONE BASTA UNO SPICCHIO DI AGLIO?

La cipolla presenta molte attività benefiche ma posizionata vicino al letto non previene il raffreddore. E’ quanto riporta l’Istituto Superiore di Sanità nella sezione falsi miti e bufale. Sulla funzione della cipolla ne argomenta la dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale, nella settimanale rubrica “Salute&Benessere”. Il servizio…

La cipolla presenta molte attività benefiche ma posizionata vicino al letto non previene il raffreddore. E’ quanto riporta l’Istituto Superiore di Sanità nella sezione falsi miti e bufale.

Le cipolle hanno tanti usi, non solo in cucina; erano usate, per esempio, come rimedio naturale contro tosse e raffreddore. Si pensava infatti che una cipolla messa accanto ai lettini dei bambini fosse in grado di catturare i microbi. Il falso mito risalirebbe ai primi anni del 1900 quando un medico avrebbe incontrato una famiglia di contadini sfuggita all’influenza per aver posizionato cipolle aperte nella propria dimora. Sostenere che ogni fetta possa intrappolare in sé virus e batteri è errato. In realtà non esistono “trappole per batteri” perché i microbi si propagano attraverso gocce di liquido biologico, le “droplet”, emesse dalle persone infette con colpi di tosse o starnuti, o attraverso contatti diretti. Non esistono cibi che attraggono i microbi. La cipolla è comunque un alimento che offre svariati benefici alla salute. La cipolla contiene infatti calcio, ferro e fosforo, di grande aiuto contro la stanchezza fisica e mentale; vi sono poi zinco, sodio e potassio che aiutano a mantenere i tessuti elastici. Molti studi suggeriscono che possa avere un certo potenziale nel prevenire le malattie cardiovascolari e nel controllare la pressione arteriosa e il colesterolo.

Anche se l’aglio ha dimostrato un modesto effetto antipertensivo non esistono evidenze certe che mangiarne uno spicchio, anche tutti i giorni, sia una terapia efficacie contro la pressione alta.

L’ipertensione, continua l’ISS, rappresenta il fattore di rischio importante per malattie quali ictus, infarto, insufficienza cardiaca, aneurismi, malattie delle arterie periferiche, insufficienza renale e retinopatia.

Nel nostro Paese sono più di 18 milioni le persone affette da ipertensione arteriosa, ma solo la metà di esse ne è consapevole e, tra questi, solo la metà ha valori pressori adeguatamente controllati dalla terapia. Una diceria popolare sostiene che a chi soffre di pressione alta basterebbe mangiare uno spicchio di aglio. Anche se l’aglio ha dimostrato un modesto effetto antipertensivo non esistono però evidenze certe che mangiarne uno spicchio, anche tutti i giorni, costituisca una terapia efficace per chi soffre di pressione alta. È dunque consigliabile controllare regolarmente la pressione e mantenerla a livelli raccomandati attraverso l’adozione di uno stile di vita sano, anche assumendo specifiche terapie, laddove necessario.

Oggi esistono numerose classi di farmaci per la cura dell’ipertensione, tutti efficaci se ben gestiti da parte del medico e assunti regolarmente dai pazienti. La maggior parte di questi farmaci è quasi sempre ben tollerata. La terapia farmacologica, conclude l’Istituto Superiore di Sanità, rappresenta il vero baluardo contro i danni che la pressione alta può causare all’organismo. Altri rimedi, come l’aglio, il magnesio, il cacao e gli acidi grassi omega-3, seppur “naturali” e privi di effetti collaterali, non possono assolutamente sostituire una terapia farmacologica certificata dalla ricerche in tutto il mondo.”

Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

ISABELLA SALVIA

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.

Edited by, venerdì 18 luglio 2025, ore 17,44. 

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