SALUTE&BENESSERE: ALLARME DENGUE

È allarme in Argentina per la febbre dengue che, dall’inizio dell’anno, ha già causato la morte di 30 persone. Da qui parte l’argomento affrontato questa settimana dalla dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale, nella settimanale rubrica “Salute&Benessere”.

AVVISO: LA PROSSIMA SETTIMANA LA RUBRICA “SALUTE&BENESSERE” SARA’ ANTICIPATA A GIOVEDI’ 4 MAGGIO SERA E COSI’ AVVERRA’ DUE SETTIMANE DOPO QUANDO SARA’ ANTICIPATA A GIOVEDI’ 18 MAGGIO. IN MEZZO (11 MAGGIO) E DOPO SARA’ SEMPRE NEL RITUALE VENERDI’…

È allarme in Argentina per la febbre dengue che, dall’inizio dell’anno, ha già causato la morte di 30 persone. Finora 41.257 i casi rilevati, come comunicato dal ministero della Salute del Paese sudamericano.

Numeri in netto aumento rispetto al passato recente: basti pensare che, in confronto al 2020, i casi hanno registrato un’impennata del 48,4%. Inoltre, i decessi erano stati 26. La febbre dengue è causata dalla puntura della zanzara aedes aegyptique e questo boom di infezioni, secondo gli esperti, potrebbe essere collegato all’ondata di caldo che ha attanagliato l’Argentina, ma anche all’inefficienza di alcuni provvedimenti adottati per contrastarla.

Preoccupa il dilagare della variante Cosmopolitan, di cui si sa ancora poco se non che sia tra le più aggressive.

Per la prima volta è stata rilevata anche nei campioni studiati in Argentina: in precedenza era stata riscontrata solo in Brasile e Perù.

Ma cos’è la dengue? La dengue, nota anche come “febbre rompiossa”, è una malattia virale acuta trasmessa all’uomo dalla puntura di zanzare Aedes infette. La dengue è endemica nelle aree del Mondo a clima tropicale Sud-Est Asiatico, Africa, Oceania, America Centrale e Meridionale.

Il virus dengue è l’agente patogeno responsabile. La dengue può presentarsi in due varianti cliniche distinte:

dengue classica, che è la forma benigna della malattia, e dengue emorragica, forma grave e potenzialmente letale, con o senza stato di shock (SSD, sindrome shock da dengue).

La dengue classica esordisce con un aumento della temperatura corporea, a cui seguono cefalea, dolori attorno e dietro agli occhi, mialgie, artralgie, eruzioni cutanee di tipo maculo-papulose, nausea, vomito e altri disturbi gastro-intestinali.

La dengue emorragica è caratterizzata, invece, da trombocitopenia, manifestazioni emorragiche e perdita di liquidi, che possono causare veri e propri collassi (sindrome da shock dengue o DSS).

I soggetti che contraggono l’infezione fungono temporaneamente da serbatoi del virus dengue e la zanzara che consuma un pasto ematico su un ospite viremico può trasmettere il virus dopo 1-3 settimane. Le zanzare Aedes, a differenza delle Anopheles (che tramettono la malaria), pungono nelle ore diurne, soprattutto dopo l’alba e prima del tramonto.

Il virus dengue non si trasmette direttamente da persona a persona. Le zanzare entrano in contatto con l’agente virale pungendo esseri umani o animali infetti e rimangono portatrici di dengue per tutto il loro ciclo vitale. Le epidemie sono sostenute, quindi, dalla trasmissione uomo-zanzara-uomo.

Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

ISABELLA SALVIA

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.

Edited by, venerdì 28 aprile 2023, ore 18,34.

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