Tortorici: Maltrattamenti alla compagna, assolto un 35enne

A.F., 35 anni, difeso dall’avvocato ALESSANDRO PRUIITI CIARELLO, è stato assolto al Tribunale di Patti (foto in alto) dall’accusa di maltrattamenti nei confronti della compagna. I fatti sarebbero avvenuti a Tortorici dal 2017 al 2020. Il servizio…

Giuseppe Lazzaro

Il collegio giudicante del Tribunale di Patti (presidente Mario Samperi, a latere Marialuisa Gullino ed Edoardo Zantedeschi) ha assolto, perché il fatto non sussiste, A.F., 35 anni, residente a Tortorici e disposto la perdita di efficacia della misura applicata nei suoi confronti. Infatti l’imputato, difeso dall’avvocato Alessandro Pruiti Ciarello, che si trovava agli arresti domiciliari per il fatto contestato, è stato immediatamente rimesso in libertà dopo la lettura della sentenza le cui motivazioni saranno depositate entro novanta giorni. Al termine della requisitoria il pm Andrea Apollonio aveva chiesto la condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione. L’accusa era piuttosto pesante: maltrattamenti contro familiari conviventi, aggravato per averlo commesso in presenza di minori. Secondo l’accusa, come si rileva dal capo di imputazione, dal settembre 2017 al giugno 2020, F. avrebbe maltrattato la compagna convivente, M.C., 25 anni, nata a Castelfranco Veneto ma residente a Tortorici, al dibattimento costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Daniele Gullotti. Nello specifico A.F. l’avrebbe ingiuriata ripetutamente, minacciata anche di non farle vedere la figlia e financo di morte (“se esci da qui ti lascio mezza viva e mezza morta” le avrebbe detto in una occasione). “Durante i frequenti e ingiustificati scoppi d’ira – si legge nel capo di imputazione – dovuti all’eccessiva gelosia, forse acuita dall’utilizzo di sostanze stupefacenti, la percuoteva ripetutamente”. In particolare, tra settembre e dicembre 2017, nei pressi di un bar dove la donna lavorava, al rifiuto della stessa di consegnare il telefono cellulare, il Foti avrebbe spinto la convivente a terra colpendola con dei calci. E ancora, il 20 gennaio 2020 in occasione della festa patronale di San Sebastiano, quindi tre anni fa esatti, mentre la donna, F. e la loro figlia minore si trovavano in casa della madre dell’imputato, per impedirle di uscire con la cognata, il Foti avrebbe strattonato la compagna con forza sbattendole la testa contro il letto a castello, desistendo solo per il provvido intervento della di lui madre. E ancora, nell’aprile 2020, a seguito di una discussione, il Foti avrebbe premuto la griglia incandescente del barbecue sul polso destro della convivente cagionandole una bruciatura come da referto medico allegato agli atti del dibattimento. Infine, il 10 giugno 2020, dopo l’ennesima lite per gelosia, l’imputato avrebbe spinto la donna contro il tavolo della cucina facendole sbattere l’anca destra nello spigolo provocandole in tal modo un trauma contusivo come da referto medico allegato agli atti del processo. Una vessazione continua ponendo la persona offesa in uno stato di assoluta prostrazione psicologica, precludendole ogni libertà e cagionandole uno stato di sottomissione e paura.

Edited by, venerdì 20 gennaio 2023, ore 8,17. 

 

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