Gli incendi di Canneto di Caronia: Condannati Giuseppe Pezzino a 6 anni ed il padre a 1 anno e mezzo

Il giudice monocratico del Tribunale di Patti GIOVANNA CECCONA ha condannato a 6 anni di reclusione GIUSEPPE PEZZINO (foto in alto), di Caronia e ad 1 anno e 6 mesi il padre ANTONINO. Si tratta del processo di primo grado scaturito dai misteriosi incendi avvenuti nel 2014 a Canneto, la frazione di Caronia dieci anni prima e, secondo l’accusa, simulati dai due. Il verdetto e la ricostruzione della vicenda che, il 5 marzo 2015, aveva portato all’arresto di Giuseppe Pezzino e ad un avviso di garanzia per il padre…

Il giudice monocratico del Tribunale di Patti Giovanna Ceccon ha condannato a 6 anni di reclusione Giuseppe Pezzino, 33 anni, di Caronia e ad 1 anno e 6 mesi il padre Antonino Pezzino, 61 anni. Si tratta del processo di primo grado scaturito dai misteriosi incendi avvenuti nel 2014 a Canneto, la frazione di Caronia dieci anni prima balzata agli onori della cronaca nazionale ed internazionale per i roghi che, in maniera inspiegabile, interessavano abitazioni, auto ed elettrodomestici di quella contrada.

Il dibattimento, iniziato nel 2019, ha visto Giuseppe Pezzino condannato per dodici capi di imputazione per le accuse di incendio, danneggiamento seguito da incendio e truffa e, nei confronti del giovane, è stata disposta anche l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni ed il pagamento delle spese della costituita parte civile Rosalia Mirabella, rappresentata dall’avvocato Salvatore Sanna. Il padre, Antonino Pezzino, un tempo a capo del comitato che era sorto a Canneto a difesa degli abitanti, è stato invece riconosciuto colpevole in concorso con il figlio per un episodio di danneggiamento seguito da incendio di un mezzo dell’Unione dei Nebrodi e per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Entrambi gli imputati, difesi dagli avvocati Domenico Magistro, Giorgio Magistro e Francesco Pizzuto, dovranno corrispondere le spese al Comune di Caronia, altra parte civile costituita ed il risarcimento dei danni da liquidarsi separatamente solo se e quando la sentenza definitiva dovesse essere di condanna. E’ andata in prescrizione l’accusa di procurato allarme.

LA VICENDA

I carabinieri a Canneto di Caronia dopo uno degli incendi

Nessun mistero: dietro gli incendi del 2014 a Canneto di Caronia ci sarebbe la mano dell’uomo. Ne erano convinti i carabinieri della Compagnia di Santo Stefano di Camastra che, il 5 marzo 2015, arrestarono Giuseppe Pezzino e notificato un avviso di garanzia al padre Antonino che era stato il presidente del Comitato vittime e chiedeva aiuti per le famiglie colpite dal fenomeno dei roghi. Sarebbero loro i responsabili dei ripetuti episodi che avevano attirato a lungo l’attenzione dei media di tutto il mondo, almeno per quanto riguarda i casi del 2014. Già nell’autunno 2014 si era saputo che le autorità stavano prendendo in seria considerazione l’ipotesi del piromane o comunque la pista dolosa. Le indagini, condotte con il coordinamento della Procura di Patti, avevano portato gli investigatori a concludere che i roghi misteriosi furono opera di Giuseppe Pezzino che avrebbe agito con la complicità del padre. I primi episodi si erano verificati nella frazione Marina nel gennaio 2004 e dieci anni dopo erano ripresi. Almeno per quanto riguarda l’ultima serie di incendi, la responsabilità dei due sarebbe accertata. Dopo aver analizzato i primi episodi, i carabinieri censirono circa quaranta casi, alcuni dei quali addebitabili esclusivamente a Giuseppe Pezzino e altri in concorso con il padre. I due volevano far credere si trattasse di autocombustione, prospettando una ripresa degli anomali fenomeni di presunto elettromagnetismo verificatisi nel 2004 nella frazione di Canneto. Secondo gli inquirenti il padre, da presidente del Comitato cittadino sugli incendi inspiegabili, aveva cercato il massimo coinvolgimento dei mass media. I fenomeni avevano indotto il sindaco di Caronia del tempo a emettere ordinanze di sgombero di alcune abitazioni. Padre e figlio puntavano anche a ottenere indennizzi da parte della Regione Siciliana insistendo sulla calamità che incombeva sul paese. A causa degli incendi ripetuti e apparentemente inspiegabili, Caronia aveva attirato l’attenzione di tv e giornali. Si era parlato di oggetti che avevano preso fuoco dal nulla con testimoni pronti a giurare che mobili ed elettrodomestici erano stati improvvisamente avvolti dalle fiamme. Tra le ipotesi avanzate per spiegare il fenomeno c’erano state anche quelle di misteriosi campi magnetici e degli Ufo.

            Giuseppe Lazzaro

Edited by, sabato 26 marzo 2022, ore 10,15.   

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