SALUTE&BENESSERE: PERCHE’ SI BLOCCA IL DIMAGRIMENTO?

Dieta fai da te? Mai! Servizio-consiglio quanto mai importante quello presentato dalla dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale, nella settimanale rubrica “Salute&Benessere”. Meglio affidarsi sempre ad un biologo nutrizionista, un medico o un dietista altrimenti sono problemi e si blocca il dimagrimento. Il ruolo del cortisolo…

Chi, almeno una volta nella vita, non ha seguito una “dieta fai da te”? Quando si pensa di poter dimagrire in modo autonomo, quindi senza l’aiuto di un professionista autorizzato della nutrizione, ovvero un Biologo Nutrizionista, un Medico o un Dietista, si crede che per dimagrire basti mangiare di meno e aumentare l’attività fisica.

Spesso, però, si determina come conseguenza un’alterazione del sottile equilibrio ormonale del nostro corpo. E diciamo la verità, la maggior parte delle persone inizia una dieta con l’intento di avere una forma fisica apprezzabile e non di certo per salvaguardare la salute. La conseguenza è una restrizione calorica volontaria, ovvero la “cognitive dietry restraint” detta all’inglese maniera.

Mangio sempre meno, aumento l’attività fisica, in particolar modo di tipo aerobico, come tapis roulant, ellittiche, spinning e altre attività cardio e dimagrisco prima.

Il primo periodo sicuramente sarà un successo, ma dopo? Dopo succede l’inevitabile, ovvero che il corpo va in “carestia” e il peso si blocca e il tanto temuto grasso torna ad aumentare. Quello che succede è che per provare a far scendere ancora l’ago della bilancia si punti ancor di più a una drastica restrizione calorica, magari aumentando anche l’impegno fisico.

Risultato? La situazione peggiora! Ma perchè succede questo?

Sono stati fatti molti studi per provare a dare risposte a questo meccanismo perverso che, oltre alla già citata frustrazione, può determinare anche conseguenze ben più serie e preoccupanti sulla salute. Nel dettaglio, è stato indagato il ruolo del cortisolo, soprattutto in donne soggette a restrizione calorica volontaria.

Il ruolo del cortisolo è fondamentale nella regolazione della risposta immediata dell’organismo a stimoli sia dell’ambiente esterno sia di quello interno.

Il cortisolo è un glucocorticoide prodotto dalle ghiandole surrenali e rilasciato in risposta a un qualsiasi “stress” e alla riduzione del livello di glucosio nel sangue. In situazioni di stress, il compito di questo ormone è quello di procurare energia mobilitando le scorte di zuccheri, proteine e grassi e, contemporaneamente, di far calare tutte le attività che contribuiscono al dispendio energetico.

Il cortisolo è quindi elemento essenziale per quel famoso meccanismo “attacco o fuga”, che è stato, ed è, fondamentale per la sopravvivenza degli organismi viventi.

Fino a quando il cortisolo segue il suo classico ritmo circadiano, cioè più alto al mattino, al risveglio, per poi calare ed essere minimo nelle prime ore del sonno, momento di riposo e recupero, non ci sono problemi. Così come nessun problema c’è quando il cortisolo viene rilasciato, in risposta ad uno stimolo, in maniera veloce e istantanea, per tornare poi, con la stessa velocità, al suo livello basale, appena terminato il pericolo.

Quando però i livelli di cortisolo iniziano ad essere cronicamente elevati, iniziano allora i problemi.

Il cortisolo al di sopra dei suoi livelli basali, per tutta la giornata, determina un considerevole effetto catabolico, con riduzione lenta e graduale della massa magra, un aumento della massa grassa, spesso la glicemia è elevata, si ha perdita di massa ossea e anche un incremento della ritenzione di liquidi per interazione con i meccanismi di riassorbimento di sodio e potassio. Anche la memoria a breve termine e il sonno ne patiscono in maniera considerevole.

E’ una questione di tempo: se i tempi in cui il cortisolo rimane cronicamente alto sono molto lunghi, le conseguenze possono essere ben più serie e gravi rispetto al solo aumento di peso; ad esempio, si può determinare una maggior suscettibilità alla sindrome metabolica e al diabete di tipo 2.

Da considerare è anche il ruolo della leptina.

La leptina è un ormone prodotto dal tessuto adiposo che ha un’azione di controllo sulla secrezione di cortisolo. Durante una dieta rigida cala la produzione di leptina, in questo modo diminuisce la sua azione regolatrice sulla secrezione del cortisolo, che quindi aumenta.

L’unica soluzione, dunque, è quella di affidarsi a professionisti, evitando il fai da te.

Tuttavia, ci sono dei piccoli accorgimenti che possono aiutare a controllare la produzione di cortisolo: il riposo di almeno 8 ore non invertendo i cicli diurni e quindi andare a letto la sera e svegliarsi la mattina presto; fare un riposo di circa 30 minuti nel primo pomeriggio; fare piccoli pasti frequenti per evitare ipoglicemia che a sua volta causa il rilascio del cortisolo; evitare picchi glicemici; assumere carboidrati dopo l’allenamento e al risveglio per stabilizzare la glicemia dopo la notte.

Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista”  o tramite WhatsApp al 320 6556820.

Isabella Salvia

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.

Edited by, venerdì 29 aprile 2022, ore 18,21. 

 

 

 

 

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